Djokovic, non è ancora finita: una nuova minaccia incombe sul tennista

Djokovic
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Djokovic è arrivato in Australia, ma la sua partecipazione allo Slam potrebbe non essere più così scontata: cosa è successo nelle ultime ore.

Non si parla d’altro che di questo. Di Novak Djokovic, o Novax, che dir si voglia, e dell’esenzione medica da lui ottenuta per partecipare agli Australian Open seppur non sia vaccinato. Dire che la questione abbia sollevato un polverone sarebbe riduttivo, oltre a non fotografare correttamente la realtà.

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Nel mirino degli utenti dei social network ci sarebbe, in particolar modo, il radicalissimo passo indietro fatto dall’Australia in merito ai requisiti richiesti ai tennisti in entrata. Era stato garantito che i controlli sarebbero stati serratissimi e che il via libera ai non vaccinati sarebbe stato concesso solo in presenza di valide condizioni mediche che lo impedissero. Djokovic avrà avuto le sue buone ragioni per non farlo, su questo non ci piove, ma il dietrofront degli organizzatori dello Slam è stato interpretato come un atto volto a “privilegiare” il numero uno al mondo.

Poco importa, agli utenti dei social, che i fatti dicano altro. Dicono che Nole ha ottenuto l’esenzione e che, quindi, la sua decisione di non vaccinarsi sarebbe giustificata da una condizione che impedirebbe, ipoteticamente, di ricevere anche solo una dose. Su questa motivazione, tuttavia, vige il riserbo assoluto. Tanto che neanche lo stesso primo ministro australiano ne sarebbe a conoscenza.

Djokovic, tuona il premier: “Dovrà dimostrarlo”

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Dopo 24 ore di polemiche ininterrotte c’ha pensato proprio lui, il premier della terra che ospiterà gli Australian Open, a intervenire e a riportare un po’ di ordine. Si fa per dire. Perché le sue parole potrebbero in realtà rimettere tutto in discussione e inaugurare un nuovo capitolo di questa storia infinita.

“Djokovic dovrà fornire prove sufficienti per la sua esenzione al vaccino – ha tuonato Scott Morrison, primo ministro dell’Australia – Se sono insufficienti salirà sul prossimo aereo per tornare a casa”. Il che è bastato a far tremare, ancora una volta, i sostenitori del mitico tennista serbo.

Il messaggio che è passato, chiaramente, non gli è andato giù. Un premier non può tollerare, d’altro canto, che si dica che il suo Paese ha fatto dei favoritismi per avvantaggiare un atleta di caratura mondiale. “Non dovrebbero esserci regole speciali per Novak Djokovic – ha concluso, come riferisce il Daily Mail – Assolutamente no”.