Berrettini e quel problema che non si vede ma c’è

Berrettini
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Berrettini, parla il coach Vincenzo Santopadre: l’allenatore svela qual è il tallone d’Achille del campione romano.

Vincenzo Santopadre non è solo il suo allenatore. Dire che gli faccia da coach sarebbe terribilmente riduttivo, visto il rapporto che li lega. Per Matteo Berrettini è molto di più. È un mentore, un punto di riferimento, una stella polare. Un secondo papà, per dirla con parole sue.

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Ed è da padre che lui si comporta col martello romano. Lo aiuta a lavorare meglio, sì, ma lo supporta in mille altri modi. È lui che lo motiva, è lui che lo sprona. È lui che gli insegna con quale spirito vivere la vita. Sia sul campo che al di là del cemento e dell’erba, dov’è in grado di fare meraviglie.

Ma ha un “problema” che il suo staff non è ancora riuscito a risolvere del tutto, il numero 7 del mondo. E a parlarne è stato proprio Santopadre, attraverso un’intervista rilasciata a SuperTennis. Intervista in cui ha rivelato particolari del tutto inediti sulla personalità del campione tanto amato nel Bel Paese.

Berrettini, il monito di Santopadre: “Scialla!”

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A sentir lui, Berrettini avrebbe un tallone d’Achille un po’, per così dire, “pericoloso”. Sarebbe, cioè, eccessivamente riflessivo. Cosa che se da una parte è per certi versi positiva, perché nel tennis serve anche quello, dall’altra può rappresentare un problema di non poco conto.

“Ha una bellissima qualità – dice Santopadre parlando di Matteo – La sua positività, il suo impegno, la sua ricerca di diventare bravo. Ma, alla romana, gli diciamo: “Scialla!”. Magari qualche volta meno pensiero e più azione, più istinto animalesco”.

“Col preparatore mentale, Stefano Massari, ne abbiamo parlato più volte: da animale razionale – ha aggiunto il coach di Berrettini – è sempre stato portato a riflettere, a dedicarsi, a essere consapevole di tante cose, a essere sensibile a tante variabili. Bene, è il momento di essere più leggero”.