Camila Giorgi, dopo l’eliminazione il polverone: cosa è successo

Camila Giorgi
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Camila Giorgi, una frase detta dopo la sconfitta rifilatale dalla Halep ha sollevato un gran polverone. Ecco cosa sta succedendo in queste ore.

“Il successo di Montreal non ha cambiato come vivo il tennis. Per me è un lavoro, non è la vita. Ogni giorno preparo il borsone e vado a lavorare. In futuro farò altri lavori, questo è un passaggio. Quel trionfo me lo meritavo, ma la mia visione è la stessa”. È con queste parole che Camila Giorgi ha commentato, ieri, l’amarissima eliminazione dagli Us Open.

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Un ko giunto ben prima del previsto e forse anche inaspettato, dopo che l’atleta aveva trionfato a Montreal. Ma tant’è. Lo sport, come la vita, è una ruota. E, in quanto tale, gira di continuo. Peccato solo che la frase di Camila Giorgi abbia finito con l’innescare una vera e propria polemica.

Su Twitter se ne sta discutendo in maniera anche piuttosto insistente, a riprova del fatto che la tennista di Macerata ha toccato un tasto “dolente”. Il primo a puntare il dito contro la bella Camila, però, è stato il giornalista Vincenzo Martucci, che intervenendo in diretta radio ha manifestato una certa perplessità sulle parole da lei pronunciate.

Camila Giorgi, la frase sullo sport innesca la polemica

“Sentendo le parole della Giorgi sul tennis come un lavoro come un altro – ha detto durante ilsuo intervento – mi vien da rispondere, ma c’è una legge che costringe questa gente a fare gli atleti? E’ chiaro che se sali di livello aumenta la pressione. Non puoi eccellere se non sei ossessionato.”

Non tutti la pensano come Martucci, però, e lo si evince da quello che in molti stanno scrivendo su Twitter in queste ore. C’è chi alla fine dei conti ha apprezzato la sincerità di Camila, ad esempio, ipotizzando che molti altri atleti, probabilmente, la pensino come lei sebbene non abbiano il coraggio di ammetterlo.

E c’è chi, addirittura, condivide la sua filosofia, sostenendo che lo sport dovrebbe essere vissuto così e non in maniera ossessiva. Che una sconfitta debba rimanere fine a se stessa e che si debba voltare pagina immediatamente, senza rimuginarci troppo su. “Mentalità atipica – così la qualifica qualcuno – talvolta divisiva, ma quantomeno trasparente”.