Sinner, gli infortuni sono un tormento: “Non credo cresca ancora”

Sinner, partire per ricominciare ma con un tarlo che continua a dargli il tormento: la frase nell’intervista dice tutto.

Un volo transcontinentale che segnerà un nuovo inizio. Della serie partire per ricominciare. Che è proprio questo, poi, l’obiettivo – o la speranza, volendo – di Jannik Sinner. Lasciarsi ciò che è stato alle spalle e ricominciare daccapo una volta per tutte.

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Il tennista altoatesino salirà a bordo dell’aereo che lo porterà in Australia già nella mattinata del 26 dicembre, ma sono diversi i pit-stop da fare prima di volare a Melbourne per il primo Slam dell’anno. Prima farà tappa ad Adelaide, dove avrà ufficialmente inizio la sua stagione. Dopodiché sarà al Kooyong Classic, un torneo d’esibizione con tanti pezzi da novanta che mette in palio un montepremi di 15 milioni di dollari. A quel punto, si dirigerà verso la Rod Laver Arena con una sacca piena di racchetta e con in tasca il sogno di vincere uno Slam. 

Chi crede che Sinner sia a tanto così dal farlo è indubbiamente il suo mentore, Simone Vagnozzi, l’allenatore che lo segue dallo scorso mese di febbraio. Quello che lo ha affiancato durante la preparazione invernale e che, di concerto con il supercoach Darren Cahill, ha cercato di forgiare un campione completo e capace di battere chiunque. “Abbiamo effettuato un lavoro mirato per prevenire gli infortuni e favorire il recupero tra un punto e l’altro – ha raccontato Vagnozzi al Corriere dello Sport – La nostra attenzione si è spostata poi sul servizio: l’obiettivo è migliorare la percentuale di prime palle in campo, che devono essere anche più varie e più rapide”.

Sinner, parola d’ordine continuità

Ad Alicante si è lavorato anche sulla massa muscolare, cosa che finora, con Sinner ancora in fase di crescita, non è stato possibile fare.

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Jannik – ha aggiunto l’allenatore del giocatore nativo di Sesto Pusteria – non è ancora un giocatore fatto e finito sia tecnicamente sia fisicamente: si può considerare uno svantaggio, mentre io ritengo sia un vantaggio, perché significa che c’è ancora tanto margine di miglioramento. Adesso è alto 191 cm, non credo cresca ancora. Anche Cahill è d’accordo”. Ma c’è qualcosa che a suo avviso conta più dei muscoli e del servizio: la continuità. È questa la parola chiave del 2023 di Sinner, quella stessa continuità che gli è purtroppo mancata nell’anno ormai agli sgoccioli.

“Uno degli obiettivi che ci siamo posti è tornare a giocare le ATP Finals di Torino – ha raccontato Vagnozzi al Corsport – Jannik avrebbe le potenzialità per vincere anche uno Slam, ma ancora non si è presentata la chance. Bisognerà farsi trovare pronti e capitalizzare le occasioni che arriveranno”. E chissà che non possa essere la volta buona.