WhatsApp down, guai in vista: ultimatum del Codacons

WhatsApp, si mette male per il colosso del gruppo Meta. L’app ha le ore contate: l’ultimatum è da non credere. 

È durato solo qualche ora il down di Whatsapp, ma è stato sufficiente per far ritenere al Codacons opportuna una richiesta d’indennizzo per tutti gli utenti coinvolti.

WhatsApp: richiesta di indennizzo a causa del down
(Facebook)

Secondo l’associazione a tutela dei consumatori, l’erogazione deve essere disposta automaticamente per tutti. Per via dell’interruzione del servizio non è stato possibile effettuare chiamate e videochiamate e nemmeno inviare messaggi via chat. A farne le spese anche i clienti Meta con account business. Chi lavora con questa formula potrebbe essere stato maggiormente danneggiato, si fa trapelare.

WhatsApp, la richiesta del Codacons

A difesa di milioni di italiani è sceso in campo il Codacons. L’associazione ha chiesto a Meta un indennizzo automatico in quanto responsabile del disservizio del 25 ottobre scorso. “In un momento in cui milioni di italiani sono in smart working e hanno fatto di servizi di messaggistica come WhatsApp uno strumento di lavoro, disservizi come quello odierno – affermano da Codacons – causano pesanti disagi e rallentano l’attività dei cittadini, impedendo di inviare messaggi anche importanti”. Nel testo dell’istanza presentata ieri si è precisato pure che gli aventi diritto siano tutti coloro che essendo residenti in Italia siano anche in possesso di un account WhatsApp.

La reazione di Meta

Non si conosce al momento nessuna reazione da parte di Meta. Se messa con le spalle al muro, la società di messaggistica più popolare al mondo potrebbe far valere il fatto di come il servizio sia reso a titolo totalmente gratuito.

WhatsApp richiesta di indennizzo a causa del down
WhatsApp richiesta di indennizzo a causa del down  (Facebook)

Non è la prima volta che si registrano situazioni di questo tipo. A maggior tutela degli utenti il Codacons ha altresì suggerito agli sviluppatori della App di studiare assieme “le forme più adeguate per tutelare i diritti dei consumatori e l’adozione di misure per evitare il ripetersi di nuovi disagi”. Un appello che cadrà nel vuoto anche stavolta?