Sinner non si nasconde: la confessione spiazza i tifosi

Sinner lo ha fatto di nuovo, ma questa volta è stato diverso: ecco perché il campione altoatesino ha lasciato tutti di stucco.

L’etica del lavoro è il suo solo e unico credo. E Jannik Sinner, in questo senso, è religiosissimo. Lavoratore indefesso e instancabile, tennista dalle mille e una risorsa, si è fatto conoscere e apprezzare dal pubblico per il suo stakanovismo e per un talento che gli ha permesso di andare lontano, ma non solo.

Sinner
©️LaPresse

Il tennista altoatesino ha tante doti ed è proprio per questo motivo che il popolo del tennis ritiene che sia un ottimo esempio di umanità e di abnegazione per i ragazzi. Ogni volta che gioca ci dà una lezione e non nel senso sportivo del termine, ma sul fronte umano. Lo ha fatto anche ad Umago, nella partita d’esordio.

Non è certo la prima volta che Sinner dà dimostrazione di essere super sportivo ma la cosa, in qualche modo, ci sorprende sempre. Non fosse altro per il fatto che sono in pochi ad essere come lui e a coltivare un valore che dovrebbe essere scontato in campo ma che, nei fatti, purtroppo non lo è.

Sinner campione in tutti i sensi: il gesto che gli fa onore

Quando il numero 1 d’Italia ha affrontato lo spagnolo Munar, nell’ambito della prima gara del torneo croato, si è reso protagonista di un gesto che non è passato inosservato. Il match era ormai alle sue battute finali, quando Jannik ha cercato di incassare l’ennesimo punto parando con la racchetta il passante del suo avversario.

Nel tentare il tutto per tutto, Sinner ha inavvertitamente toccato la rete, invadendo di fatto il campo dell’iberico. Il giudice di sedia non se n’è accorto, forse perché ipnotizzato dal magico tennis dell’azzurro, ed è stato a quel punto che il nativo di Sesto Pusteria ha fatto qualcosa che gli rende onore.

Ha confessato di aver invaso il campo dell’avversario toccando la rete, ammissione che gli è valsa la standing ovation da parte del pubblico. E quella, seppur solo virtuale, del popolo di Instagram. Un campione di sportività in una giungla di atleti che non si pongono alcun limite, quando c’è da mettere le mani su un trofeo e su un bel gruzzoletto.