I principali campionati di calcio, sospesi per il coronavirus

Chelsea
Callum Hudson-Odoi (bigstockphoto)

L’emergenza sanitaria mondiale determinata dalla diffusione del coronavirus (SARS-CoV-2) ha causato negli ultimi giorni l’interruzione di tutti i più importanti campionati di calcio d’Europa. All’interruzione della Premier League e di ogni altro campionato minore inglese è seguita anche quella del campionato tedesco, l’ultima in ordine di tempo.

Si ferma anche la Bundesliga

In Germania la ventiseiesima giornata di Bundesliga, in programma a porte chiuse da venerdì 13 a lunedì 16 marzo, è stata sospesa fino al 2 aprile.

Come in altri paesi che avevano inizialmente adottato misure che vietano l’ingresso negli stadi, le precedenti restrizioni non avevano disincentivato l’assembramento di persone, considerato che la percezione dei rischi legati al coronavirus appare ancora piuttosto variabile in Europa. In occasione del recupero della ventunesima giornata di Bundesliga tra Borussia Mönchengladbach e Colonia centinaia di tifosi si sono riuniti all’esterno del Borussia Park.

In Germania ci sono al momento poco più di duemila contagi accertati da Covid-19. Per lunedì è previsto un incontro della Federazione calcistica tedesca (DFB) per valutare le decisioni a lungo termine. Non è escluso che il titolo possa essere assegnato al Bayern Monaco, che a nove giornate dalla fine ha quattro punti di vantaggio sul Borussia Dortmund.

Quali si erano già fermati

La Federazione calcistica inglese (FA) ha da poco annunciato la sospensione della Premier League. Si fermeranno fino al 3 aprile anche la Championship e ogni altro campionato di calcio in Inghilterra. È notizia delle ore scorse la positività al coronavirus dell’allenatore dell’Arsenal Mikel Arteta, ragione per cui tutta la squadra è ora in quarantena per precauzione. Stessa cosa era accaduta al Chelsea, il cui esterno ghanese Callum Hudson-Odoi è risultato positivo a Covid-19.

La Federazione calcistica francese (FFF) ha annunciato che tutte le attività e le competizioni di sua competenza, a cominciare dalla Ligue 1, sono sospese a partire da venerdì 13 marzo e fino a tempo indeterminato.

In Italia, il paese europeo al momento più colpito dalla pandemia, la Serie A, la Serie B e tutte le competizioni sportive di qualsiasi livello sono state sospese fino al 3 aprile in ottemperanza alle misure adottate dal governo per contenere i contagi da Covid-19 in tutto il territorio. Due calciatori di Serie A, al momento, sono risultati positivi al coronavirus: Daniele Rugani della Juventus e Manolo Gabbiadini della Sampdoria. E né l’Inter né la Roma hanno giocato le rispettive partite di Europa League giovedì scorso.

In Spagna la Federazione calcistica ha sospeso provvisoriamente le prossime due giornate di Liga e di Segunda División, in attesa di evoluzioni. Non è escluso – e anzi appare piuttosto probabile – un prolungamento della sospensione nelle prossime settimane. La decisione è apparsa una diretta conseguenza della quarantena preventiva di tutti i giocatori del Real Madrid in seguito a un caso di positività al coronavirus nella squadra di pallacanestro della società.

Anche nei Paesi Bassi la Federazione ha sospeso per due turni tutte le partite della Eredivisie e della seconda divisione. A causa dell’emergenza sanitaria il governo ha vietato per il momento qualsiasi evento o assembramento che coinvolga più di cento persone. In Portogallo all’iniziale decisione di giocare le partite della Primeira Liga a porte chiuse è seguita, a distanza di poche ore, quella di sospendere completamente il campionato fino a data da destinarsi.

Negli Stati Uniti la decisione di fermare la NBA, il campionato di basket più famoso al mondo, ha avviato una serie di scelte analoghe anche da parte delle altre organizzazioni sportive. Il commissioner della MLS, Don Garber, in accordo con le autorità sanitarie statunitensi, ha comunicato la sospensione del campionato di calcio per trenta giorni.