Chi è Vincenzo Grifo

Vincenzo Grifo
Vincenzo Grifo (fonte: Achtzehn99.de)

Il nome di Vincenzo Grifo, venticinquenne esterno d’attacco dell’Hoffenheim, ha ricevuto negli ultimi giorni una vasta attenzione mediatica da parte dei giornali sportivi. È tra i giocatori italiani meno conosciuti tra quelli recentemente convocati dal commissario tecnico Roberto Mancini. Stasera potrebbe giocare nella partita amichevole tra Italia e Stati Uniti a Genk, in Belgio.

Da dove arriva Grifo

Vincenzo Grifo è nato venticinque anni fa a Pforzheim, in Germania, da padre siciliano e madre pugliese. Ha cominciato la sua carriera da calciatore professionista nella squadra della sua città, il CfR Pforzheim Jugend. Passato poi al Brötzingen e successivamente al Karlsruhe, nell’estate del 2012 è stato acquistato dall’Hoffenheim, che nel gennaio 2014 lo ha ceduto in prestito alla Dinamo Dresda. Dopo un altro prestito al FSV Frankfurt, in cui ha segnato sette gol, Grifo ha cominciato a farsi notare soprattutto con il Friburgo, che lo ha acquistato nel 2015 per un milione di euro.

Con il Friburgo ha segnato complessivamente quattordici gol e fornito quindici assist, e ha aiutato la squadra a salire in Bundesliga. Ha giocato da titolare anche nella stagione seguente, in prima divisione, contribuendo alla salvezza con sei gol e undici assist. Sarebbe stato forse il momento giusto per vederlo in nazionale, ma Gian Piero Ventura non lo ha mai preso in considerazione.

Nel luglio del 2017 il Borussia Monchengladbach ha acquistato Grifo per sei milioni di euro. È stata la prima stagione in cui ha interrotto il suo processo di crescita, faticando a trovare un posto da titolare. La scorsa estate l’Hoffenheim lo ha ripreso per 5,5 milioni di euro, confidando anche nelle capacità di Julian Nagelsmann, il più giovane allenatore della Bundesliga (31 anni). Finora Grifo ha giocato una sola partita da titolare, ma dopo un avvio difficile sta trovando sempre più spazio.

Che giocatore è

Grifo è un attaccante esterno, dotato di buona tecnica individuale e di un gran tiro di destro: è uno specialista dei calci piazzati. Ama giocare da esterno sinistro d’attacco, in modo tale da potersi accentrare e tirare con il destro. Mancini lo ha convocato anche per questo motivo: all’Italia, dopo il ritiro di Pirlo, manca uno bravo a tirare le punizioni, che in alcune circostanze potrebbe tornare utile anche a partita in corso. In carriera finora ha segnato undici gol su calcio di punizione, secondo le statistiche riportate dal sito Transfermarkt.