Sinner, ancora guai all’orizzonti: non sarà facile come si credeva.
A Torino i preparativi fervono ormai da mesi, ma adesso ci siamo. Le Nitto Atp Finals stanno per entrare nel vivo e tutto è pronto, ai piedi della Mole, per l’evento che sancirà, tra una settimana o poco più, quale tra i campioni in gara meriti, quest’anno, il titolo di Maestro.

I riflettori, manco a dirlo, preso atto dell’assenza di Novak Djokovic, saranno puntati principalmente su Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, che sono indiscutibilmente i due favoriti per la vittoria. Posto che anche Alexander Zverev, che questo titolo lo ha già vinto, è on fire e che farà di tutto, a maggior ragione adesso che è il numero 2 del mondo, per metter loro i bastoni tra le ruote. Cosa che scoprirà essere particolarmente difficile, con l’iberico e l’italiano bramosi di imporsi in questa competizione.
Vincere significherebbe, in qualche modo, affermarsi come il migliore in assoluto e dare un senso alla querelle – quella tra le due tifoserie – che si protrae sin da quando i due tennisti hanno debuttato nel circuito maggiore. Un dibattito nel quale si è intrufolato, nelle scorse ore, anche qualcuno che Jannik e Carlos li conosce molto bene, vale a dire l’ex allenatore di Nole, Goran Ivanisevic.
Sinner-Alcaraz, tra i due litiganti il terzo gode?
Il coach dei record, che nei giorni scorsi ha deciso di sposare il progetto di Elena Rybakina, si è espresso in questi termini sui due fenomeni che hanno dato filo da torcere, tra gli altri, anche allo stesso Djokovic.

“Sono giocatori diversi – queste le parole di Ivanisevic – ma quando entrambi danno il meglio di sé, credo che Sinner sia migliore. È più costante durante tutta la partita, Alcaraz passa da punti incredibili ad alcuni errori gratuiti. Quest’anno, Carlos ha avuto alcune sconfitte che non riesco a spiegare… Se togliamo Novak dall’equazione, domineranno, sono molto al di sopra di chiunque altro nel Tour. Nessuno può competere con loro”.
C’è un però. A sentir lui, l’era di Nole non è finita come si tende a credere, anzi. “Non so se sia motivato e quanto – ha osservato in merito al suo ex pupillo – ma nel momento in cui decide di giocare vuol dire che ha voglia di giocare. Jannik Sinner e Carlos Alcaraz sono decisamente superiori al resto del gruppo, ma metto Novak con loro, perché quando Novak vuole davvero giocare, secondo me è ancora il migliore al mondo. Lo abbiamo visto alle Olimpiadi… Se scende in campo così, può ancora vincere uno Slam”. Potrebbero quindi esserci ancora, per Carlos e Jannik, guai all’orizzonte…

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