Berrettini vuota il sacco: “A New York ho sentito delle cose”

Berrettini, il pubblico aveva ragione: il campione romano ha vuotato il sacco e ammesso cosa è successo a New York.

Accampare scuse o aggrapparsi a possibili giustificazioni non è nello stile di Matteo Berrettini. Il tennista romano non si è mai nascosto dietro un dito: ha sempre analizzato in maniera molto oggettiva le sue prestazioni, positive o negative che fossero, nella massima onestà.

Berrettini
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E lo ha fatto anche stavolta. Sa bene che la sua performance allo Us Open non è stata impeccabile e sa anche, probabilmente, che le aspettative che erano state riposte su di lui stavolta erano altissime. Ma aveva ragione chi pensava che fosse sotto tono, perché alla fine lo ha ammesso lui stesso.

È un Berrettini molto provato, dalla delusione e dagli eventi, quello che ha parlato ai microfoni di Eurosport. Un tennista che riconosce di aver portato a casa un risultato discreto, nonostante non fosse proprio in forma, ma che al tempo stesso ha ancora un conto in sospeso con il destino.

Berrettini e quel bicchiere non più mezzo pieno

Berrettini
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“Nonostante ne siano successe di tutti i colori – queste le parole del romano – sono un giocatore che appartiene a questi tornei, uno che può arrivare in fondo in uno Slam. Ci sono stati dei momenti difficile e ho dubitato di poterlo fare un’altra volta”. “Per giocare un torneo ho dovuto faticare molto – dice ancora, riferendosi agli infortuni e ai problemi degli ultimi mesi – Solo per giocarlo, non per vincere, quindi mi porta via tanta energia“.

Quando gli è stato chiesto se stesse accampando scuse per giustificare la sconfitta contro Ruud, Berrettini ha poi vuotato il sacco. “Ovviamente non sono fresco come ad inizio torneo, come non lo è nessuno. Assolutamente non ho perso per problemi fisici, ho sentito delle cose ma non sono stati problemi, insomma”.

“Fa male, però si va avanti, credo”. È con queste parole che Matteo ha chiuso un’intervista strana, insolita per il suo modo di essere. Un Berrettini meno ottimista del solito che sta pagando, inevitabilmente, lo scotto per i mesi persi a causa degli addominali e della mano. Ma che, almeno si spera, saprà trovare ancora una volta la forza per rialzare la testa.