Alcaraz dall’Area 51 alla terra di mezzo: il VIDEO è da non credere

Alcaraz, il pubblico dello Us Open stenta ancora a credere a quello che ha visto: il video e la foto sono già diventati virali.

“Perdere in questo modo farà male per un bel po’“. Non aveva tanta voglia di parlare, Jannik Sinner. Un po’ per la stanchezza, che dopo oltre 5 ore di gioco ci sta tutta, un po’ per l’amarezza. Perché uscire di scena da perdente, dopo essere stato ad un punto dalla vittoria, è una di quelle cose che non augureresti nemmeno al tuo peggior nemico.

Alcaraz
©️LaPresse

Ma non gli si può rimproverare nulla, a parte quel match point sprecato che si è alla fine rivelato fatale. Se nelle gare precedenti era parso frenato e sotto tono, in quella contro Carlos Alcaraz ha dato il 200%. L’uno ha spinto l’altro ad alzare il livello, e viceversa, e il risultato è stato un match che certamente passerà alla storia come uno dei più spettacolari di sempre.

L’iberico non ha vinto perché nettamente superiore. I due mostri della NextGen sembrano tutto sommato equivalersi, ma il ragazzo di Murcia ha fatto quello che a Jannik non è riuscito: ruggire nel momento più caldo di questi quarti di finale e farsi coraggio senza indietreggiare quando c’era bisogno di tirare fuori la cattiveria.

Alcaraz e quei colpi “paranormali”

Resta indubbio, in ogni caso, che Alcaraz sia un fenomeno. A volte addirittura paranormale, se vogliamo. A tratti, e chi ha visto sa, è parso un alieno arrivato dallo spazio con al seguito un trolley straripante di colpi pazzeschi e mai visti dagli esseri umani. Come quello, appunto, che potete ammirare nel video qui sopra.

In altri frangenti è sembrato invece una creatura di Tolkien proveniente dalla terra di mezzo. Un drago sputafuoco senza macchia e senza paura, giunto a New York per ridurre in cenere tutti i suoi avversari e per imporsi sul tetto del mondo. Bruciando tutto, perfino le tappe, più di chiunque altro.

Alcaraz
Twitter

Emblematica, in questo senso, è la foto che sta rimbalzando in queste ore sui social network. Il logo dello Us Open sembra essere una fiammata che esce direttamente dalla bocca dello spagnolo, che in quel frangente stava probabilmente esultando per chissà quale mirabolante punto. Ultraterreno, insomma. Come l’amico/nemico Sinner, d’altra parte, che un giorno, fosse anche lontano, riuscirà a vendicarsi di questa sconfitta a suo modo epica.