Emma Raducanu e l’assurda superstizione: più forte delle false credenze

Emma Raducanu, il racconto della giovane tennista è da non credere: ecco qual è il numero che ha un’importanza fondamentale nella sua vita.

Non poteva chiedere di meglio, la bella Emma Raducanu: giocare contro un’avversaria del calibro di Camila Giorgi è proprio quel che ci voleva per prepararsi a difendere il titolo vinto lo scorso anno a Flushing Meadows. Toronto sarà per lei un ottimo banco di prova, così com’è lo è stato d’altra parte il cemento del Citi Open.

Emma Raducanu
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Qualche progresso lo ha fatto e se ne sono accorti tutti. Inclusa lei, che guarda ai prossimi appuntamenti con rinnovato entusiasmo e nella convinzione di poter fare meglio di quanto non abbia fatto nei primi sette mesi della stagione. Non vede l’ora, pertanto, di mettersi alla prova.

Prima di esordire in Canada ha però voluto raccontare ai suoi sostenitori e al pubblico di Toronto un piccolo aneddoto sul suo passato. Una storia che ha dell’incredibile e che la dice lunga sulle strane abitudini della famiglia della tennista britannica, giunta in Inghilterra quando Emma aveva appena due anni.

Emma Raducanu e l’importanza del numero 13

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La Raducanu, come riferisce il Mirror, avrebbe rivelato un dettaglio sconvolgente sulla sua nascita. La vincitrice degli Us Open 2021 è nata nel novembre 2002 e pare che suo padre abbia fatto di tutto per ritardare il parto della moglie: non voleva che la figlia nascesse nel tredicesimo giorno del mese, data la reputazione poco felice del numero 13.

Provvidenziale fu il fatto che il ginecologo che seguiva sua madre fosse nato, guarda caso, nello stesso giorno in cui era previsto l’arrivo di Emma. Papà Ian dovette ricredersi: quel medico aveva fatto grandi cose nella sua vita e questo significava che, in fondo, non era poi così male, venire al mondo in un giorno teoricamente “sfortunato“.

Non si sbagliava. La piccola Emma, che è ormai una giovane donna, ha bruciato le tappe e raggiunto il successo molto prima di quanto osasse sperare. Ora deve solo difenderlo e dimostrare che quella vittoria non è stata casuale. Che l’ha meritata e che ha tutte le carte in regola per replicarla.