Sinner, la risposta alla domanda che gli è stata rivolta non è stata quella in cui tutti speravano: la delusione dei tifosi.
Jannik Sinner sta senz’altro vivendo uno dei momenti più brillanti della sua carriera di tennista. Sull’erba ha ottenuto risultati straordinari, smentendo in toto chi riteneva che il suo stile di gioco non si sposasse bene con le dinamiche del verde. A Wimbledon ha raggiunto i quarti di finale e davvero non poteva andare meglio di così: ha praticamente fatto una magia.
Anche sul rosso, sebbene qualche acciacco di troppo lo abbia costretto a ritirarsi sul più bello dei tornei che contavano, si è difeso egregiamente. Non c’è una superficie che l’altoatesino preferisca, ma la terra sembra essere la sua dimensione ideale perché è lì, finora, che si è espresso al meglio, sfiorando imprese che avrebbero fatto di lui una leggenda.
Ora nuove sfide lo attendono. Il cemento americano lo aspetta e i tifosi non vedono l’ora che bissi il successo di qualche ora fa ad Umago, in Croazia, dove al termine di una partita il cui esito sembrava ormai scritto ha alzato una coppa meritatissima, lasciando Carlos Alcaraz in un angolo con l’orgoglio a pezzi.
Sinner, prima l’America: Italia snobbata
Non resta che capire, a questo punto, quali siano i progetti futuri di Sinner. La stagione del cemento sarà cruciale in ottica ranking e in ottica Race, per cui lui e Simone Vagnozzi sanno bene che ogni sforzo possibile dovrà essere profuso in quella direzione. Che nulla potrà essere lasciato al caso, se si vuole portare a casa il risultato sperato.
Per il momento il nativo di San Candido e il suo coach – anzi, i suoi coach, considerando che da poco è entrato a far parte del suo team anche Darren Cahill – hanno in mente solo quello: il cemento, l’hard, per dirla all’americana. E non c’è spazio, a quanto pare, per altri progetti, neanche se sono italiani.
È parsa frettolosa, evasiva e non troppo elegante, infatti, la risposta che Jannik ha dato quando gli è stato chiesto se avesse intenzione di partecipare a uno dei due Atp che si giocheranno nel Bel Paese. “Partecipare ai tornei di Firenze e Napoli? Adesso c’è Montreal – ha risposto di getto il numero 1 d’Italia – e poi vediamo. Ancora non abbiamo parlato di questo, proviamo a focalizzarci sull’America e poi vediamo, c’è tempo”. Cosa deciderà di fare il ragazzo di Sesto Pusteria?

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