Musetti la cerca ma non la trova: è il suo chiodo fisso

Musetti l’ha inseguita a lungo senza mai trovarla: ecco come il tennista carrarino in finale ad Amburgo è riuscito a voltare pagina.

Per l’Italia del tennis la scorpacciata di emozioni è oggi assicurata. Matteo Berrettini sfiderà Casper Ruud a Gstaad, in cerca del terzo titolo consecutivo; Lucia Bronzetti farà di tutto per vincere il primo della sua carriera, invece, sotto il sole di Palermo. E non è finita qui, perché ad Amburgo andrà in scena un’altra gara da non perdere.

Musetti
©️LaPresse

Il match del futuro, se vogliamo, visto e considerato che a contendersi lo scettro di re del German Open saranno due tennisti che si prevede portino avanti la baracca nel prossimo decennio, forse anche più. Parliamo di Lorenzo Musetti e Carlos Alcaraz, protagonisti di una finale che si preannuncia super pepata.

Il carrarino sarà chiamato a fare quello che gli altri due suoi colleghi italiani, Berrettini e Sinner, sono già riusciti a fare: disinnescare il baby fenomeno di Murcia. Non sarà facile, ma chi segue Musetti sa bene che può essere capace di tutto. Il talento ce l’ha e se terrà i nervi ben saldi potrebbe anche mettere a segno il colpo dell’anno.

Musetti e il pallino della perfezione

Musetti
Carlos Alcaraz ©️LaPresse

Il suo 2022 è stato certamente migliore dell’anno passato, costellato come fu da complicazioni, sconfitte sonore e tante, tantissime, crisi. “Avevo addirittura perso la voglia di giocare” ha raccontato Musetti ad Eurosport quando il peggio era ormai, finalmente, alle spalle.

Un calo mentale, che si pensa sia stato legato a doppio filo alla rottura con la sua fidanzata ma non solo, finì col ripercuotersi pesantemente sul suo rendimento. “Ad un certo punto mi è mancata la passione – così racconta quei giorni terribili – la scintilla. Avevo bisogno di un bagno di lavoro e di umiltà”.

Per rimettersi in carreggiata ha dovuto lavorare sodo. In campo e fuori, con l’aiuto di uno psicologo che gli ha insegnato a “riconoscere le emozioni e le cose che vivo”. E a capire, soprattutto, quale fosse il suo problema: quell’ostinata e affannosa ricerca della perfezione. Lorenzo l’ha sempre inseguita, ma oggi è un atleta completamente diverso. Che ha tutte le carte in regola, speriamo, per respingere l’assedio di un giocatore fenomenale come lui.