Sinner, la vendetta è servita: “Altro che fisico fragile”

Sinner, dal suo passato arriva una stroncatura senza appello: ecco chi ha parlato delle sue condizioni di salute e in che termini.

C’è qualcuno che Jannik Sinner lo conosce come le sue tasche. Qualcuno che lo ha seguito da che era solo un ragazzino dal fisico esile. Qualcuno che si è preso cura di lui per anni e anni e che ne conosce tutti i “segreti”. Qualcuno che, però, non fa più parte della sua vita da ormai qualche mese.

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Non parliamo di Riccardo Piatti ma di Claudio Zimaglia, fisioterapista del team insieme a Dalibor Sirola, che ha rilasciato al quotidiano La Stampa un’intervista che esprime un concetto molto chiaro. Un “te l’avevo detto” a distanza al giovane altoatesino che, lo scorso febbraio, ha deciso di lasciare Bordighera e di ingaggiare un nuovo coach, Simone Vagnozzi.

Non va subito al sodo, il fisioterapista che a lungo ha lavorato fianco a fianco col 20enne di San Candido. Procede per gradi e solo alla fine scocca la sua freccia più appuntita, quella che a Sinner farà più male. “Il suo problema non è il fisico – chiarisce subito Zimaglia – come ho sentito dire persino da lui. Jannik ha un fisico forte, ma bisogna conoscerlo e allenarlo di conseguenza“.

Sinner, un “te l’avevo detto” covato per mesi

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Il suo ex fisioterapista crede di sapere bene a cosa siano imputabili i ripetuti infortuni degli ultimi mesi. “Il guaio – afferma – è stato non fare la preparazione, che è la base di tutto”. “Dopo l’Australia – continua – avrebbe dovuto fermarsi tre settimane, l’idea era ricominciare da Indian Wells, perché poi fino a Wimbledon non c’è più tempo e senza preparazione non la scampi”.

Sappiamo tutti cosa è successo, però, all’indomani dello Slam nella terra dei canguri. È stato allora che Sinner ha deciso di divorziare da Piatti e lasciato in sospeso, a quanto pare, la preparazione che il suo team aveva già programmato e organizzato per lui. “Chi lo cura fisicamente – sottolinea ancora – non ha avuto il tempo di farlo a dovere, anche se mi ha sorpreso che nessuno abbia chiesto informazioni a me o Sirola. L’errore sta nella programmazione. Doveva fermarsi, spero lo faccia ora, per recuperare”. Chiarito ciò, il fisioterapista procede con l’affondo finale.

In tre anni con noi di problemi ne ha avuti pochissimi e tutti risolti. Altro che fisico fragile“. “Di solito cambi per stare meglio – dice Zimaglia sulla rottura tra Jannik e l’ex allenatore – o perché i risultati non arrivano. Non era questo il caso. E oggi il team, dal preparatore fisico al mental coach, è fondamentale per un tennista. Se avesse continuato con noi nel giro di due anni avrebbe completato la formazione“.