Sinner “erede” di Michael Jordan: un posto in prima fila tra i Paperoni dello sport

Sinner si è legato con un contratto decennale ad uno dei marchi più prestigiosi del panorama sportivo: ecco quanto guadagnerà.

Che gli sponsor siano pazzi di Jannik Sinner non è proprio una novità. Il tennista è testimonial di parecchi marchi che contano e la sua lista di collaborazioni sembra allungarsi di giorno in giorno. Ha prestato il suo volto a colossi del calibro di Gucci, Lavazza, Rolex, Alfa Romeo, Fastweb e, grazie al suo manuale illustrato, anche a Panini.

Sinner
Instagram

Ci sono molti altri brand ancora che hanno pensato di assoldarlo per conquistare nuove fette di mercato, ma c’è un’azienda che ha saputo corteggiarlo meglio di tutte. Si tratta di Nike, che è appena riuscita ad assicurarselo per i prossimi dieci anni. Impresa che, ovviamente, ha richiesto cifre da capogiro.

La Gazzetta dello Sport riferisce che Sinner costerà alla multinazionale qualcosa come 15 milioni di euro a stagione. Il che ha fatto sì che l’altoatesino volasse dritto in top ten. Non in quella dei tennisti migliori al mondo – a questo ci stiamo comunque lavorando – ma in un’altra hit altrettanto prestigiosa.

Sinner tra gli atleti più pagati al mondo

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Jannik è ora uno dei giocatori che guadagnano di più in termini di sponsorizzazioni. E il perché di tanto successo è presto detto: il ragazzo di Sesto Pusteria è ormai il beniamino delle nuove generazioni, uno sportivo che ha tanta presa sul pubblico più giovane e che, in quanto tale, era perfetto per la mission di Nike.

Il marchio statunitense lancerà una collezione con il logo della volpe presentato da Sinner qualche mese fa e ha sostanzialmente deciso, così facendo, di investire sul suo futuro. Per i prossimi 2 lustri il pupillo di Vagnozzi non potrà cedere al richiamo di altri brand, per cui è evidente che la mossa di Nike sia stata fortemente strategica.

Solo un’altra stella di fama internazionale era riuscita, prima di Jannik, a chiudere un contratto così a lungo termine con l’azienda americana. Si trattava di Michael Jordan, cui va il merito di aver contribuito a fare in modo che il marchio divenisse concorrenziale sul mercato e che facesse tremare l’allora dominante Adidas.