Tsitsipas-Zverev, il break della discordia e quelle parole di troppo

Tsitsipas-Zverev, c’è un precedente “pericoloso” nel passato dei due semifinalisti che oggi si affronteranno al Foro Italico.

Siamo a Cincinnati: è il 22 agosto 2021. In semifinale, al Western & Southern Open, ci sono quattro delle colonne portanti del circuito. Da una parte Rublev e Medvedev, dall’altra Tsitsipas e Zverev. All’ultimo atto ci arriveranno solo Andrey e Sascha, ma la vigilia della finale sarà caratterizzata da una polemica piuttosto aspra.

Tsitsipas-Zverev
©LaPresse

A fomentarla fu il tedesco, che ha poi vinto, come sappiamo, il torneo dell’Ohio. Qualcosa lo mandò fuori di testa nel bel mezzo della semifinale. Non che ci voglia molto per fare arrabbiare Zverev, tipo abbastanza suscettibile, ma in quell’occasione fu davvero a tanto così dal perdere le staffe come mai prima d’allora.

A finire nel mirino furono, come spesso accade quando c’è il greco di mezzo, i sospetti e frequenti toilet break del suo rivale. Nel corso dei quali, questo presumono Sascha e molti altri atleti del circuito, Stefanos riceverebbe dritte da papà Apostolos, che è anche il suo coach, via telefono.

Tsitsipas-Zverev, doppia polemica in semifinale

Tsitsipas-Zverev
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Ma quella era solo la punta dell’iceberg. Finita una polemica, Zverev ne alimentò subito una seconda. Il tedesco si lamentò a non finire per via di quel “vizietto” di Tsitsipas senior di parlare con il figlio durante le partite. Cosa che da regolamento non è permessa ma che puntualmente, quando il greco è in campo, accade.

“Io sono una persona a cui piace vincere o perdere con il tennis e l’ho sempre fatto – aveva detto Zverev ai tempi di Cincinnati – Sono molto fiero di questo. Non ho mai chiesto l’intervento del medico se non ce n’era bisogno. Non sono mai andato in bagno quando non ne avevo il bisogno. Ho sempre provato a giocare il più correttamente possibile e secondo le regole. Alcune persone, invece, usano queste cose per prendere dei vantaggi. Le regole sono molto flessibili, lo so. È per questo che sono abbastanza frustrato, perché è successo anche al Roland Garros – aveva poi aggiunto – prima del quinto set. Ora che ci penso anche ad Acapulco”.

Non corre proprio buon sangue, insomma, tra i due semifinalisti che oggi si batteranno sul campo del Centrale cercando di guadagnarsi un posto in finale agli Internazionali d’Italia. Si stimano e gli piace battersi a duello, quello sì, ma essendo due top five è del tutto comprensibile che tra loro ci sia una certa rivalità. Il che ci fa pensare che se ne vedranno delle belle. Ancora una volta.