Non solo Berrettini e Sinner | Tennis, è maledizione infortuni: stop di 2 mesi

Berrettini e Sinner non sono gli unici. La scia di infortuni si allunga: ecco quale altro tennista è stato costretto a fermarsi ai box.

Anche a lui è successo sul più bello. È stato costretto a fermarsi proprio quando aveva la situazione in pugno e avrebbe potuto approfittarne per staccare il suo principale competitor. L’occasione era ghiotta, per Daniil Medvedev guadagnare terreno in ottica ranking e dare fastidio a Novak Djokovic.

Berrettini
©️LaPresse

Ma dopo aver assaporato la gioia e l’ebbrezza di guidare la classifica, il russo è stato costretto a firmare una resa che avrà conseguenze significative sul prosieguo della stagione tennistica. Nonché sulla sua carriera, visto che lo stop coinciderà con il rientro in campo del serbo.

L’annuncio di Medvedev è arrivato tramite i social, inaspettato tanto quanto quello di Matteo Berrettini di qualche giorno fa: “Ciao a tutti, negli ultimi mesi ho giocato con una piccola ernia. Insieme al mio team – ha scritto – ho dunque deciso di sottopormi a una piccola procedura per risolvere questo problema. È probabile che starò fuori per 1 o 2 mesi. Lavorerò duro per tornare in campo al più presto. Grazie per il supporto”.

Dopo Sinner e Berrettini tocca anche a Medvedev

Berrettini
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La notizia del suo stop arriva al culmine di una trasferta americana il cui bollettino è stato assolutamente impietoso. Tra Indian Wells e Miami hanno alzato bandiera bianca Berrettini, che ha abdicato per via di un edema alla mano destra, e anche Nadal, alle prese con una frattura da stress alle costole.

Qualche giorno fa è toccato anche a Jannik Sinner, ma il suo problema, per fortuna, non è grave tanto quanto quelli che hanno messo ko i suoi colleghi. Fermo restando, ovviamente, che dovrà comunque cercare di capire come prevenire le fastidiosissime vesciche che lo hanno costretto a ritirarsi da Miami.

Ai piani alti del ranking Atp, insomma, non tira una buona aria. Gli infortuni ai big si sono beffardamente concentrati tutti nello stesso periodo, il che ha permesso a diversi tennisti, che sulla carta non erano favoriti, di emergere nei due Masters 1000 americani.