Sinner, è una tragedia greca: spaccatura totale sui social

Sinner sventola bandiera bianca ai quarti di finale degli Australian Open. Ecco come ha reagito il popolo dei social network.

Da una parte c’è la gioia di vedere Matteo Berrettini in semifinale agli Australian Open. Dall’altra, il dispiacere dovuto all’eliminazione di Jannik Sinner. È un Paese diviso a metà quello che si appresta ad assistere al penultimo atto di uno Slam che, indipendentemente da come sia andata oggi, ha visto due tennisti italiani imporsi in maniera pazzesca.

Sinner
©Getty Images

E divisi a metà sembrano anche, ora come ora, i social network. Cercando con la lente l’hashtag Sinner si spalancano all’improvviso le porte del regno delle contraddizioni. Le fazioni sono due: c’è chi ritiene che l’altoatesino sia stato sopravvalutato e che non sia assolutamente un fenomeno; e poi c’è chi, invece, pare disposto a perdonargli una défaillance che, prima ancora che ai suoi tifosi, è costata carissima soprattutto a lui.

Contro lo Stefanos Tsitsipas di oggi non c’era prodigio che tenesse. Jannik non avrà giocato il suo miglior tennis forse, questo è anche vero, ma il greco è stato assolutamente incontenibile. Eppure, come spesso accade in questi casi, basta una sconfitta per essere etichettati e divenire un facile bersaglio.

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Sinner, il pubblico è diviso: flop o fenomeno?

Sinner
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I fan, quelli veri, hanno intrapreso su Twitter e dintorni una vera e propria crociata in sua difesa. Fanno notare che perdere ai quarti di uno Slam a vent’anni ci possa stare, soprattutto contro un top ten ben più esperto e abituato al clima di tensione di un torneo così importante.

Per i “giustizialisti”, invece, Jannik Sinner è imperdonabile. Così come imperdonabili, a loro avviso, sono coloro i quali sarebbero stati troppo frettolosi nel rilasciare al ragazzo di San Candido la “patente di fenomeno”. Servizio poco potente, gioco piatto, tocco troppo leggero. Gli viene contestato di tutto. Dalla prima all’ultima pagina dell’abbecedario del tennis.

Sul fatto che sia ancora inesperto siamo tutti d’accordo. Si può essere bravi e talentuosi, ma ostacolare i top player affamati di Slam è ben altra cosa. Ma Sinner impara presto e già tra un anno potrebbe prendersi la sua rivincita. Con tanto di interessi ed extrabonus, s’intende. La farfalla che qualche giorno fa si è posata sul suo berretto ha solo sbagliato i tempi. Ma il cappello, no: era quello giusto.