Berrettini fatalista: il messaggio in codice fa scervellare i fan

Berrettini porta avanti la moda delle dediche sulla telecamera: ecco lo strano messaggio scritto dopo la gara contro Alcaraz.

Il suo primo messaggio ha fatto sganasciare tutti dalle risate. Quel “Grazie Imodium” scritto in blu sulla lente della telecamera passerà alla storia come uno dei momenti indubbiamente più memorabili dello Slam australiano. Al secondo turno, sfruttando lo stesso metodo, ci ha rassicurati circa le sue condizioni intestinali, facendoci sapere che era tutto ok.

Leggi anche: Sinner, crollano le ipotesi sul supercoach: l’indizio che spariglia le carte

Il messaggio che Matteo Berrettini ha voluto lanciare ieri, al termine della mitica partita contro Carlos Alcaraz, ha invece tutto un altro sapore. Come se a scriverlo fosse stato non il romano ironico e verace che ha partorito i primi due, ma un tennista più maturo e perfettamente cosciente dell’impresa appena portata a termine.

“Nulla – ha scritto – accade mai per caso”, aggiungendo un “Antonè” alla fine del messaggio e indirizzandolo più specificamente ad un suo amico. Non è questa, comunque, la sola traccia che sembrerebbe dimostrare il suo fatalismo.

Berrettini, la dedica e quella dichiarazione dopo Alcaraz

Berrettini
Carlos Alcaraz ©Getty Images

Anche in conferenza stampa ha detto qualcosa di abbastanza simile, quando gli è stato domandato in che modo, nella partita contro Alcaraz, fosse riuscito a fare la differenza. La sua risposta ha spiazzato tutti. Non ha parlato di tecnica o di tattiche, ma ha fatto riferimento a qualcosa di completamente diverso.

“Durante la partita – ha raccontato Berrettini ai giornalisti – mi dicevo che avrebbe vinto colui che lo avrebbe desiderato di più. Credo che la differenza sia stata questa. Mi dicevo di stare pronto e di lottare – ha aggiunto – provando a fare le cose giuste”.

Potrebbe avere ragione lui. Chi lo sa. Ed è per questo motivo che non possiamo fare a meno di sperare che desideri con tutte le sue forze di battere Pablo Carreño Busta. E poi l’avversario che verrà dopo. E quello dopo ancora. Senza mai smettere di crederci.