Non solo Camila Giorgi, l’Italia scopre Lucia Bronzetti agli Australian Open

Camila Giorgi passa il primo turno, ma le attenzioni sono tutte per Lucia Bronzetti, la vera rivelazione di queste prime battute dello Slam.

Il tennis azzurro non è solo Matteo Berrettini, Jannik Sinner e Camila Giorgi. L’attenzione nei confronti dello sport che, come racconta la tradizione, sarebbe stato inventato dal maggiore gallese Walter Clopton Wingfield, non è mai stata più alta di così. Ed era da tanto che il Bel Paese non vantava così tanti campioni degni di nota contemporaneamente.

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I tre atleti prima citati sono senz’altro quelli che stanno facendo meglio. Ma, sullo sfondo, ne stanno già crescendo molti altri, tutti indistintamente talentuosi e promettenti. È il caso, ad esempio, di Lucia Bronzetti, che è partita alla volta dell’Australia per realizzare il sogno di una vita.

La riminese di 23 anni ha superato le qualificazioni, ma non solo. Il suo esordio nel tabellone principale dello Slam è stato pazzesco: da numero 142 del ranking Wta ha battuto in rimonta la russa Varvara Gracheva, che trovandosi in 78esima posizione era indubbiamente la favorita. Ma la forza di volontà, si sa, va oltre ogni pronostico.

Camila Giorgi e Lucia Bronzetti: due italiane che spaccano

Camila Giorgi
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Quello che ha portato a casa è già di per sé un ottimo risultato, se consideriamo che 365 giorni fa, di questi tempi, faceva gli Itf. Nel 2021, però, la Bronzetti è maturata e migliorata al punto tale da arrivare a giocare tre quarti di finale a livello Wta. Una crescita esponenziale, dunque, quella della “piccola” romagnola, che in poco tempo ha già imparato a stare in mezzo ai grandi.

Peccato solo che il sorteggio non sia stato dalla sua parte. Al prossimo turno, Lucia dovrà affrontare l’ “incubo” delle tenniste di tutto il mondo. Ha pescato nientepopodimeno che la numero 1, ossia Ashleigh Barty, che gioca da dominatrice incontrastata e, in questo caso, anche da padrona di casa.

Appare molto improbabile che Lucia Bronzetti possa farcela, ma i tennisti destinati a diventare grandi sanno bene quanto preziose possano essere partite di questo tipo. Sono i match impossibili quelli che ti fanno crescere, che ti insegnano a stare in campo. E che, se tutto va bene, faranno di te una stella.