Berrettini, la verità in un’intervista: cosa accadde quel giorno con Sinner

Berrettini, l’incredibile rivelazione cambia le carte in tavola: ecco tutti i dettagli di quel giorno di novembre.

Era il 14 novembre 2021. Torino era tappezzata di cartelloni 6×3 che annunciavano il grande evento e il centro era vestito a festa per l’occasione. Fare bella impressione era fondamentale: in città c’erano i dieci tennisti più bravi al mondo e accoglierli nel migliore dei modi era il minimo che si potesse fare.

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Quella sera l’attenzione degli italiani era focalizzata su di lui. Sul mito del momento, sull’atleta che ha restituito al Bel Paese la gioia di rivedere un tennista azzurro in finale a Wimbledon. Parliamo di Matteo Berrettini, che in diretta nazionale avrebbe affrontato Alexander Zverev nel primo turno delle Finals.

La gioia durò poco. Il numero 7 del mondo s’infortunò e fu costretto a lasciare il PalaAlpitour in lacrime. Due giorni dopo, la notizia che i suoi sostenitori non avrebbero mai voluto leggere o sentire: Berrettini non ha potuto fare altro che ritirarsi e lasciare il suo posto da maestro alla prima riserva.

Berrettini, un messaggio a Sinner prima dell’annuncio

Berrettini
©Getty Images

Il caso volle, e questa è stata una grande consolazione, che quella riserva fosse Jannik Sinner, l’altro campione italiano. Ed è stato proprio lui, a distanza di mesi, a raccontare come siano andate veramente le cose quel giorno, in quel 16 novembre che nessuno dei due, seppur per ragioni diverse, dimenticherà mai.

Gli italiani hanno sempre pensato che l’altoatesino avesse scoperto del ritiro di Berrettini solo quando la notizia era stata diramata ufficialmente in tutto il Paese. Invece no. Veniamo a sapere solo ora, grazie alle sue rivelazioni a Sportweek, di un messaggio che avrebbe inevitabilmente cambiato, col senno di poi, la vita di Sinner.

“Scaldati e divertiti”. È così, con un messaggio conciso ma chiarissimo, che Matteo ha comunicato a Jannik di non poter giocare. E che sarebbe stato proprio lui a prendere il suo posto nella partita contro Hubert Hurkacz che, da calendario, si sarebbe dovuta giocare 48 ore dopo quella “tragica” uscita di scena. “Sapere di avere questa responsabilità, di dover giocare una competizione tanto importante direttamente da lui è stato diverso – ha aggiunto il ragazzo di San Candido – Mi ha fatto un’altra impressione, mi ha reso felice nonostante fossi dispiaciuto per lui”.