Criptovalute e il caso Libano: il metodo scaccia-crisi

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Criptovalute, se ne parla anche alle Iene: ecco come Bitcoin e le altre valute digitali stanno aiutando i libanesi nel periodo più buio. 

Checché se ne dica, sentiremo parlare a lungo di criptovalute. Di Bitcoin, di Ethereum, di Dogecoin e di tutto ciò che, per un motivo o per un altro, gravita attorno a questo pianeta tutto da scoprire. Non è un caso che le Iene abbiano deciso di mandare in onda un servizio proprio su questo tema, durante la puntata del 3 dicembre.

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Con un focus su un caso del quale si sta parlando in maniera massiccia, data la sua singolarità. Una storia che ha a che vedere con il Libano e con il modo che il popolo della terra che si affaccia sul Mediterraneo ha escogitato per salvarsi da una crisi economica senza precedenti.

Dobbiamo però riavvolgere il filo, prima di capire cosa c’entrino le criptovalute in questo discorso. In parole povere è successo che l’inflazione galoppa e che, col denaro che si svaluta così facilmente, il potere d’acquisto dei cittadini libanesi è ormai minimo. Con tutte le conseguenze del caso, ovviamente.

In Libano le criptovalute valgono più della moneta ufficiale

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Il carburante è finito perché il Libano non ha i soldi per comprarlo e la crisi energetica ha lasciato il Paese al buio. Letteralmente. Una situazione drammatica, dunque, che ha costretto molti libanesi a reinventarsi e ad escogitare qualcosa che permettesse loro di sopravvivere nonostante tutti questi disagi.

Ed è in questo frangente che sono entrate in scena le criptovalute. Il trading di monete digitali in Libano sta crescendo esponenzialmente, grazie anche alle community di crypto che sono state fondate nei vari centri. Ma in che modo Bitcoin & Co. stanno aiutando questi cittadini, messi a dura prova dalla crisi finanziaria?

Le criptovalute sono immuni a svalutazione ed inflazione. Quindi, al momento, sono molto più sicuri del denaro vero e proprio. Ed ecco spiegato, quindi, perché molti abbiano deciso di battere questa strada e di mettere i propri soldi al sicuro. Non fosse altro per evitare di perdere altro oltre quello a cui, inevitabilmente, si è già dovuto rinunciare.