Sinner, la commozione e quel messaggio ai compagni: “Emozioni diverse”

Sinner tira le somme dell’esperienza torinese all’indomani dell’eliminazione dalla Coppa Davis: ecco cosa ha detto il tennista. 

C’è chi pensa che il ct Filippo Volandri abbia toppato. Che abbia sbagliato a schierare Sonego, per certi versi ancora acerbo, e che avrebbe fatto meglio, nel singolare, a puntare su un più maturo Fognini. Ma c’è anche chi punta il dito contro lo stesso Fabio, contestandone ancora una volta l’atteggiamento apparentemente disinteressato.

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Potrebbe esserci più d’una ragione, in realtà, dietro l’eliminazione della nazionale italiana di tennis dalla Coppa Davis. Le cose, grazie anche ad un Sinner trascinatore, fino ad un certo punto sono andate più che bene. Ieri, invece, gli azzurri, Jannik escluso, proprio non ce l’hanno fatta, a tenere testa agli avversari croati.

Ma non è stata solo una mera questione di superiorità o di inferiorità. C’era qualcos’altro, ieri, che turbava gli atleti scesi in campo per guadagnarsi un posto in semifinale. Emozioni contrastanti che, evidentemente, non è stato affatto facile dominare una volta giunti sotto rete.

Coppa Davis, il bilancio di Sinner

Sinner
Il ct della nazionale italiana di tennis Filippo Volandri ©Getty Images

Sinner e compagni hanno indubbiamente risentito, e ci mancherebbe pure, della bruttissima notizia arrivata nella giornata di ieri. Quella cioè relativa alla morte di Pier Francesco Parra, medico della nazionale azzurra ormai da anni e punto di riferimento per tutti i tennisti italiani.

Ed è stato proprio l’atleta altoatesino a parlarne dopo la sconfitta al Pala Alpitour: “Abbiamo vissuto un momento difficile per la perdita del nostro Doc – ha detto Jannik – e questo ha reso tutto ancora più complicato. Ma abbiamo dato tutto e non vedo l’ora di giocare di nuovo in Nazionale”.

Dopodiché, come riferisce Live Tennis, ha tirato le somme della sua esperienza in Coppa Davis: “Giocare la Davis è una sensazione particolare perché giochi per tutto il team, provi emozioni diverse. C’è più responsabilità e questo ti fa crescere. Il doppio lo devo ancora imparare, ma ho cercato di apprendere da Fabio, che ha tanta esperienza, come anche Simone. Mi ha fatto piacere stare nel team con loro, con tutti i compagni e con il capitano. Qui vinciamo come squadra e perdiamo come squadra”.