Berrettini, un errore fatale prima di Wimbledon: la confessione a Dybala

Berrettini
©️LaPresse

Berrettini e Dybala s’intervistano a vicenda: ecco il dettaglio che il tennista si è lasciato sfuggire chiacchierando col calciatore.

Ai tifosi è piaciuta un sacco la chiacchierata tra Paulo Dybala e Matteo Berrettini. I due atleti si sono intervistati a vicenda, su temi ovviamente sportivi, sui canali ATP, lasciando emergere diversi aspetti interessanti delle rispettive carriere. E confessandosi l’un l’altro diversi segreti.

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Il calciatore argentino non ha potuto fare a meno di soffermarsi, ad esempio, sulla competizione più importante alla quale ha preso parte il tennista romano: Wimbledon. Gli ha domandato in primis come si sentisse alla vigilia dell’evento, se fosse teso o meno. E Matteo, dal canto suo, ha svelato un dettaglio inedito di quell’avventura.

Berrettini, ironizzando, ha lasciato intendere che il nervosismo, quel 12 luglio, era alle stelle. Il che è comprensibile. Ma, subito dopo, ha confessato all’amico Paulo, che pareva interessatissimo alle gesta del tennista, un dettaglio di non poco conto che riguarda, appunto, la finale disputata la scorsa estate contro Novak Djokovic.

Berrettini e quel siparietto nello spogliatoio con Djokovic

Berrettini
Paulo Dybala ©️Getty Images

Nel tentativo di spiegare quale fosse il suo stato d’animo alle porte della finalissima, Berrettini ha raccontato di non essere stato in grado di mangiare nulla. Neanche un po’ di riso, ha sottolineato, sebbene il suo team abbia cercato di incoraggiarlo in tutti i modi possibili e immaginabili.

Un errore che il numero 2 di Wimbledon ha però pagato caro. “In campo ero stanco” ha detto a Dybala durante la chiacchierata, ammettendo tra le righe che non aver messo nulla nello stomaco, per via dell’agitazione, non sia stato proprio saggio da parte sua. E poi ha anche raccontato un altro dettaglio buffo di quel giorno indimenticabile.

Nello spogliatoio lui e Novak erano insieme, ha continuato. Ma mentre lui ero teso e nervoso, Djokovic “era lì che si rilassava con la musica nelle cuffie”. Era sempre la sua trentesima finale del Grande Slam, d’altronde.