Berrettini incassa dei complimenti “illustri”: ma c’è il rovescio della medaglia…

Berrettini
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Berrettini, il coach di Serena Williams tesse le sue lodi in una lettera aperta: ecco cosa ha scritto sul tennista romano.

“Se i progressi saranno rapidi e costanti come nel 2021, quel n° 7 salirà più veloce di quanto possiamo immaginare”. A parlare in questi termini di Matteo Berrettini e del suoi posizionamento nella classifica ATP non è uno qualunque. È Patrick Mouratoglou, coach di Serena Williams, che di tennis, insomma, se ne intende. E anche molto.

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Questa non è che una delle considerazioni che si leggono nella lettera che porta la sua firma e che è stata pubblicata dalla Gazzetta dello Sport. Una lettera, questa, che contiene il suo pensiero sul campione romano che tante soddisfazioni all’Italia sta regalando all’Italia e che, diciamocelo, sta scrivendo una nuova pagina della storia tennistica internazionale.

“Matteo Berrettini è un lavoratore instancabile”, dice Mouratoglou. Che, nell’esprimere le sue considerazioni, svela anche qualcosa del passato di colui il quale è ormai noto come Il martello. “Nel giugno 2020, appena siamo usciti dal lockdown europeo per la pandemia, ha partecipato alla prima sessione della mia nuova League UTS all’Accademia. Ricordo le sue sessioni di allenamento: era sofferente e insofferente – racconta ancora – e non riusciva ad esprimersi al meglio, non giocava un buon tennis.”

Quel punto debole di Matteo Berrettini

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Poi, qualcosa è cambiato. Berrettini ha iniziato a lavorare con il suo attuale coach, Vincenzo Santopadre e, a sentire Patrick Mouratoglou, è stato come se “un click lo avesse scosso”. “Ho scoperto un giocatore impressionante – scrive sulla Gazzetta – dotato di personalità vincente. Personalmente lo amo molto: Berrettini ha in sé qualcosa che ti folgora.”

Ne apprezza i colpi, tanto per cominciare. Quel servizio che pare quasi uno schiaffo all’avversario, ma non solo. Nella lettera ne elogia anche la capacità di concentrazione, le qualità agonistiche, l’intensità nel gioco. Ma non fa mistero, com’è giusto che sia, dei suoi punti deboli.

“Il suo rovescio, anche se migliorato, resta qualcosa che gli avversari utilizzano a loro favore – sostiene il coach di Serena Williams – Ed essendo un attaccante puro, non ha un vero piano B per i giorni negativi.” Nulla a cui non si possa porre rimedio, insomma.