Emma Raducanu e quell’aut aut prima dell’esordio a Wimbledon

Emma Raducanu
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Emma Raducanu, ecco tutto quello che sappiamo sulla giovane promessa che disputerà le semifinali degli Us Open.

Appuntatevelo, il suo nome. Lei si chiama Emma Raducanu e state pur certi che sentirete molto parlare di lei, sia nell’imminente futuro che tra qualche anno. E lo sa bene chi sta seguendo gli Us Open, perché era pressoché impossibile non accorgersi di quanto promettente sia questa giovane stella del tennis internazionale.

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Ha soltanto 19 anni, la giovanissima semifinalista degli Us Open, eppure in campo riesce sempre a sfoderare la grinta propria degli atleti più maturi e consapevoli. Ce ne eravamo accorti già a Wimbledon, dov’è arrivata agli ottavi da numero 338 al mondo. Che, per la sua età, non è affatto un risultato scontato. Anzi, tanto di cappello.

Ma può vantare un altro primato, questa giovane in gonnella e sneakers: è stata la più giovane britannica a qualificarsi agli ottavi di Londra nell’Era Open. Non potevamo pensare, però, che avrebbe fatto ancor meglio al di là dell’Oceano, sul campo di cemento della Grande Mela.

Emma Raducanu, la promessa del tennis che non fa sconti a nessuno

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Emma Raducanu, ieri sera, ha dato spettacolo. Ha battuto l’avversaria Belinda Bencic alla sua maniera, senza lasciarle neanche un set. Perché è così che fa di solito: non concede sconti a nessuno, men che meno a una tennista reduce da un oro olimpico e in forma smagliante.

Questo giovane portento è cresciuto nel Kent, in Inghilterra. Ha provato di tutto, prima di capire che pallina e racchetta erano quelle che le facevano battere il cuore. Eppure, la sua, contrariamente a come potremmo pensare, non è una vita votata solo ed esclusivamente al tennis. I genitori sono stati lapidari sin dal principio: hanno dato la loro “benedizione” alla sua carriera sportiva, ma prima hanno preteso che lei facesse qualcos’altro.

La sua famiglia tiene molto all’educazione della figlia, motivo per il quale la mamma e il papà hanno preteso che si diplomasse a pieni voti, in una scuola molto rigida, prima di esordire a Wimbledon. A lei non è rimasto altro da fare che mettersi sotto e accontentarli, studiando tra un allenamento e l’altro. E tutto si può dire tranne che, nonostante la stanchezza e le “distrazioni”, non si sia allenata bene.