Italia-Spagna nel ricordo di Raffaella Carrà: l’addio commosso

Raffaella Carrà
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Italia-Spagna, sapevi che Raffaella Carrà era famosissima anche in terra iberica? Ecco perché Madrid era la sua seconda casa.

Se n’è andata all’improvviso e a soli 78 anni, Raffaella Carrà. Dopo una vita vissuta a mille, interamente dedicata alla musica e alla televisione. Gli italiani hanno certamente perso una delle icone indiscusse della tradizione nostrana, ma non sono i soli a piangere la sua scomparsa.

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L’uragano Carrà, per chi non lo ricordasse, aveva finito col travolgere anche la terra iberica. In Spagna, la mitica Raffa nazionale era infatti amatissima sin dal 1976. Tant’è che, quando aveva compiuto 75 anni, la stampa locale aveva ben pensato di renderle omaggio con dei titoloni lusinghieri a tutta pagina.

El Pais aveva così titolato il pezzo a lei dedicato in occasione del suo compleanno: “Il mito compie 75 anni“. Non v’è dubbio, dunque, sul fatto che gli spagnoli ne fossero pazzi e che ne avessero apprezzato, evidentemente, le doti artistiche. E anche il sorriso, quello che sul suo volto non è mai mancato. Neanche nei momenti peggiori.

Italia-Spagna, rivali in campo ma uniti nel ricordo di Raffa

Raffaella Carrà
Una giovanissima Raffaella Carrà (©Getty Images)

La fama di Raffaella Carrà in Spagna era tale che il Paese le aveva perfino assegnato un titolo, quello di dama “al orden del mérito civil”. Grazie, appunto, agli innumerevoli successi che aveva raggiunto nell’ambito del mondo dello spettacolo, anche in terra iberica. Un’onorificenza, questa, che l’aveva lusingata tantissimo.

Ma cos’aveva fatto di tanto importante la “nostra” Raffa in Spagna? Aveva cominciato con “La hora de Raffaella“, una trasmissione della durata di 60 minuti che andava in onda dopo eventi sportivi d’una certa rilevanza. Il suo modo di fare televisione, che da quelle parti era inedito, piacque subito ai telespettatori.

Per il pubblico fu un’icona di libertà. Arrivò dopo gli anni di Francisco Franco, in un’epoca felice e in una Spagna certamente più democratica di quanto non lo fosse stata fino a quel momento. Madrid divenne in men che non si dica la sua seconda casa. Le sue due terre, quella natia e quella adottiva, domani si “scontreranno” sul terreno di gioco, in occasione della semifinale Italia-Spagna. Ma è bello pensare che, fosse anche solo per una manciata di secondi, possano condividere il ricordo di una showgirl come mai potranno essercene più.