Matrimoni 2021 al via tra green pass e autocertificazioni: le cose da sapere

Matrimoni 2021
(Pixabay)

Matrimoni 2021, oggi si riparte in tutta Italia. Ecco le linee guida da seguire per poter prendere parte ai ricevimenti. 

Fino ad un paio di mesi fa, festeggiare un matrimonio in grande, con tutti i crismi, pareva pura fantascienza. E invece, eccoci qui. Il 15 giugno è arrivato e ha portato con sé, finalmente, la possibilità di tornare a organizzare e celebrare i grandi eventi dopo mesi e mesi di fermo.

Leggi anche: Sale scommesse, giochi e bingo, da oggi si riapre in queste sei regioni: il calendario

I matrimoni 2021 si potranno festeggiare, a partire da oggi, in maniera quasi completamente normale. Le linee guida per sposi e invitati sono particolarmente rigide, ma è proprio grazie a questa pianificazione certosina che i ricevimenti potranno svolgersi come se nulla fosse. Fatta eccezione, ovviamente, per qualche piccola accortezza.

La sola cosa diversa, a parte la mascherina che resta obbligatoria in alcuni frangenti della festa, è il fatto che ogni ospite debba avere con sé un documento che certifichi la propria condizione in riferimento al Covid. Diamo un’occhiata, allora, al ventaglio di opzioni a disposizione per poter partecipare in tutta sicurezza ai matrimoni 2021 con il green pass.

Matrimoni 2021, green pass obbligatorio per gli invitati

Matrimoni 2021
(Pixabay)

La campagna vaccinale sta procedendo in maniera abbastanza spedita, ragion per cui per molti invitati sarà sufficiente esibire il “tesserino” o il certificato rilasciato dal centro in cui si è ricevuta la dose. Non è necessario aver completato l’intero ciclo: si entra al ricevimento anche solo con la prima, a patto però che sia stata somministrata almeno 15 giorni prima dell’evento.

Un discorso a parte va fatto per gli invitati guariti dal Covid. Anche in questo caso, basterà una certificazione del proprio medico di fiducia che attesti lo stato di salute del paziente. C’è, però, un vincolo temporale: non dovranno essere trascorsi più di sei mesi dalla negativizzazione.

Nel caso fosse trascorso un lasso di tempo maggiore, sarà obbligatorio fare un tampone. Non è richiesto quello molecolare, va bene anche solo quello antigenico. Si deve essere muniti di un referto che attesti la propria negatività.