Juventus, società furiosa: nuovi dettagli sul festino proibito dei calciatori

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(Getty Images)

La Juventus sta valutando un provvedimento molto severo per McKennie, Dybala ed Arthur. La decisione potrebbe arrivare già in giornata.

Hanno violato coprifuoco e dpcm e ignorato deliberatamente qualunque norma anti contagio. Sembra proprio che non se la caveranno con una semplice sanzione, i tre calciatori della Juventus finiti sotto i riflettori per un festino proibito organizzato in piena zona rossa sulle colline di Torino.

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Per McKennie, padrone di casa, Arthur e Dybala le cose si stanno in effetti mettendo sempre peggio. Sono già stati pesantemente multati sia dai carabinieri che dallo stesso club, ma questo non è bastato a placare l’ira dei tifosi, indignati come non mai. Anche la società è furiosa e sta valutando un provvedimento ancor più severo.

Per i tre giocatori potrebbe arrivare, già nella giornata di oggi, la sospensione con effetto immediato. Pirlo potrebbe annunciarlo oggi stesso, il che sta a significare che sarà preclusa loro la possibilità di giocare il derby in programma per domani sera. Forse torneranno ad allenarsi con il resto della squadra domenica, in vista del match di mercoledì contro il Napoli.

Juventus, atteso oggi l’annuncio di Pirlo

C’erano una ventina di persone all’incirca, nell’elegante dimora sulle colline torinesi. Ed è assai probabile che ci fossero anche altri calciatori, al festino in casa di McKennie, ma che al momento dell’arrivo dei carabinieri fossero già andati via. Avrebbe dovuto trattarsi di una “semplice” cena, comunque vietata in zona rossa, ma ha finito col trasformarsi di fatto in un party.

Sia perché è andata un po’ troppo per le lunghe – erano le 23.30, quando le forze dell’ordine li hanno colti sul fatto – e sia perché il numero di partecipanti è a suo modo “sospetto”. L’unico a farsi vivo, finora, è stato Dybala, che ha consegnato ai social le sue scuse: «So che in un momento così difficile nel mondo per il Covid sarebbe stato meglio non sbagliare, ma ho sbagliato a rimanere a cena fuori. Non era una festa, ma ho sbagliato lo stesso e mi scuso».

Secondo il Corriere della Sera, il vicino di McKennie, che è poi colui che ha allertato i carabinieri, avrebbe riferito della presenza, nell’area, di diverse Mercedes con la targa spagnola e di qualche Jeep. Ha poi raccontato che nel corso della serata si sarebbero aggiunte diverse ragazze, giunte in zona in taxi. Stando alle ricostruzioni, inoltre, il padrone di casa non avrebbe aperto subito ai militari dell’Arma. Lo avrebbe fatto solo in un secondo momento, ma non rischia comunque l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.