Liverpool-Atletico Madrid a porte aperte non è stata una buona idea

anfield liverpool
Lo stadio Anfield (bigstockphoto/bermfoto)

Secondo autorevoli consulenti scientifici del governo britannico potrebbero emergere prove di correlazioni significative tra la diffusione del coronavirus nell’area di Liverpool e la partita di Champions League giocata lo scorso 11 marzo allo stadio Anfield tra Liverpool e Atletico Madrid.

Liverpool-Atletico Madrid era una partita di ritorno degli ottavi di finale di Champions League. L’Atletico aveva vinto la partita di andata per 1-0. Proprio quel risultato aveva alimentato le aspettative tra i tifosi della squadra allenata da Diego Simeone, convinti di poter eliminare i campioni d’Europa in carica. Finì in effetti 3-2 per l’Atletico Madrid ai tempi supplementari.

Matthew Ashton, direttore della Sanità pubblica nel consiglio municipale della città di Liverpool, ha detto all’inizio di aprile che giocare quella partita è stato un errore. Dello stesso parere è ora anche il sindaco di Madrid José Luis Martínez-Almeida, secondo il quale sarebbe stato necessario vietare quella trasferta.

Alla trasferta parteciparono più di tremila tifosi dell’Atletico. A Madrid intanto era già cominciato un parziale lockdown per l’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del coronavirus.

I legami tra Liverpool-Atletico e i casi di coronavirus

I decessi legati alla Covid-19 negli ospedali di Liverpool sono saliti a 246 il 20 aprile, un numero particolarmente alto. “Penso che sarebbe molto interessante in futuro, con ogni dato scientifico finale a disposizione, capire quale relazione è possibile istituire tra i virus circolati a Liverpool e quelli circolati in Spagna”, ha detto Angela McLean durante una conferenza a Downing Street, residenza ufficiale del primo ministro britannico.

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McLean, docente di biologia teorica all’Università di Oxford, è vicecapo del Comitato scientifico del Ministero della Difesa del governo. Pur definendo interessanti le ipotesi che collegano la circolazione del virus a Liverpool con il virus diffuso a Madrid, ha detto che secondo i protocolli vigenti al momento di Liverpool-Atletico le partite di calcio non comportavano rischi molto elevati.

I casi di contagi da coronavirus accertati a Liverpool l’11 marzo erano sei. Proprio quel giorno, a Madrid, a causa della diffusione rapidissima del virus, gli organizzatori del campionato avevano preso l’iniziale decisione di giocare tutte le partite a porte chiuse.

Il ministro dell’Economia britannico, Rishi Sunak, ha difeso le scelte del governo durante la stessa conferenza stampa a cui ha partecipato McLean. “C’è spesso un momento sbagliato per mettere in atto determinate misure, considerando la fattibilità di quelle misure e il contesto”, ha detto Sunak. L’idea ribadita dal ministro è che in ogni fase dell’emergenza il governo abbia sempre preso “le decisioni giuste al momento giusto”.

Il clima surreale durante Liverpool-Atletico

La partita di Champions League tra Liverpool e Atletico Madrid era stata sia preceduta che seguita da dichiarazioni preoccupate da una parte e comportamenti discutibili e incauti dall’altra. L’allenatore del Liverpool Jurgen Klopp aveva già più volte dato l’impressione di prendere molto seriamente il dibattito crescente sul coronavirus. Prima di entrare in campo percorrendo il tunnel aveva anche rimproverato alcuni tifosi che chiedevano il cinque.

Dall’altra parte alcuni giocatori dell’Atletico Madrid erano sembrati meno preoccupati rispetto alle circostanze. Passando dalla zona mista a fine partita l’attaccante Diego Costa aveva scherzosamente simulato dei colpi di tosse rivolgendosi ai giornalisti.

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