Spagna-Argentina è la finale del Mondiale 2026 e si gioca domenica alle 21:00 (ora italiana): statistiche, notizie, probabili formazioni, pronostico, diretta tv in chiaro, streaming gratis.
Una Finalissima, in tutti i sensi. Con in palio qualcosa di molto più importante e prestigioso rispetto al match che si sarebbe dovuto disputare la scorsa primavera, poi saltato – non senza polemiche – per motivi logistici e organizzativi.

Già, perché la Spagna campione d’Europa affronterà i campioni del Sudamerica (e del Mondo, particolare tutt’altro che irrilevante) dell’Argentina a East Rutherford, New Jersey, nella partita più attesa, l’atto conclusivo del primo Mondiale extralarge della storia.
Hanno cominciato in 48 ma ne sono sopravvissute solo due: da un lato la Roja, tornata in finale a distanza di sedici anni dal trionfo sudafricano che incoronò per la prima volta le Furie Rosse; dall’altra l’Albiceleste, che oltre a conquistare la quarta stella punta a entrare direttamente nella leggenda vincendo due Mondiali di fila, impresa riuscita finora soltanto a Italia (1934,1938) e Brasile (1958, 1962).
Gustose le storie che si intrecciano al MetLife Stadium. Per citare quelle più significative: la sfida nella sfida tra i due incredibili talenti generazionali, Messi e Yamal, con il secondo che sta provando a raccogliere la pesantissima eredità della Pulce al Barcellona, al duello tra i due selezionatori, Luis de la Fuente e Lionel Scaloni, che si conoscono abbastanza bene (e si stimano molto) dal momento che l’attuale ct argentino – in lizza per realizzare uno storico bis come l’italiano Vittorio Pozzo, capace di vincere due volte la rassegna iridata da allenatore – è stato allievo proprio del tecnico riojano nel corso organizzato dalla federazione spagnola nel 2017, quando nessuno dei due poteva neppure lontanamente immaginare che si sarebbero ritrovati di fronte nell’ultimo atto di un campionato del mondo.
La Roja e la forza del collettivo
I bookmaker ritengono la Spagna leggermente favorita sui detentori del titolo. E non hanno torto. La Roja ha dimostrato di essere la squadra più equilibrata del torneo, quella con i numeri difensivi di gran lunga migliori (appena una rete subita).

Organizzazione certosina e collettivo solidissimo. Quasi come se fosse un club, come ha più volte ribadito lo stesso de la Fuente. Che non a caso conosce quasi tutti i giocatori sin da quando erano poco più che bambini, avendoli allenati nei vari settori giovanili.
Rispetto all’Europeo vinto in Germania nel 2024, la Spagna è apparsa molto meno dipendente dalle sue stelle più luminose, quella di Yamal su tutte. Il giovane fenomeno del Barça, complici i problemi fisici che l’hanno limitato fino a pochi giorni prima dell’inizio del Mondiale, non ha brillato particolarmente, pur riuscendo comunque a dare il suo contributo.
I protagonisti principali di questa cavalcata, infatti, sono altri: Rodri, tornato ai livelli di due anni fa, quando vinse il Pallone d’Oro; Merino, l’uomo della provvidenza e autore – da subentrato – dei gol pesantissimi che hanno deciso in extremis le sfide con Portogallo e Belgio, tra ottavi e quarti; Oyarzabal, presunto anello debole della batteria offensiva che però è stato in grado di mettere a referto ben 5 gol sebbene non sia propriamente un centravanti puro; Fabian Ruiz, ormai insostituibile perno del centrocampo, che si completa a meraviglia con Rodri e che sembra aver definitivamente scalzato il più quotato Pedri nelle gerarchie.
Il cammino delle Furie Rosse, iniziato con un deludente pareggio a reti bianche con Capo Verde, possiamo definirlo un vero e proprio crescendo. Culminato con la lezione tattica impartita alla fortissima e favoritissima Francia nella semifinale di Arlington, terminata 2-0 per la Roja (Oyarzabal, Pedro Porro).
Possesso avvolgente, controllo ossessivo e riaggressioni continue hanno completamente disorientato i Bleus, quasi mai pericolosi nonostante l’arsenale offensivo di cui dispone il ct francese Deschamps. Irreali, infatti, gli 0.31 xG prodotti dai giocatori transalpini nell’arco dei 90 minuti. Numeri pazzeschi, che però non devono stupire più di tanto. La Spagna battendo la Francia in semifinale ha ottenuto il trentasettesimo risultato positivo, eguagliando la striscia lunghissima dell’Italia di Roberto Mancini. E se dovesse trionfare al MetLife Stadium sarà record assoluto.
Messi e l’Albiceleste non muoiono mai
Spagna che tuttavia dovrà fare i conti con la mistica dell’Argentina e del suo trascinatore Messi, genio senza tempo che a 39 anni ha portato l’Albiceleste di nuovo a pochi centimetri dalla gloria dopo le due Copa America (2021 e 2024) e il Mondiale qatariota.

La Selección è indubbiamente meno completa della Roja ed il suo percorso è stato molto più travagliato ma è una squadra che non muore praticamente mai e che può fare affidamento su un giocatore (Messi) capace di inventare un’azione pericolosa dal nulla. E soprattutto di scuotere i suoi compagni dal punto di vista emotivo, anche quando le cose sembrano mettersi male. È ciò che è avvenuto nei sedicesimi e nei quarti con Capo Verde e Svizzera – vittorie soffertissime nei supplementari – oppure negli ottavi contro l’Egitto, ribaltato nell’ultimo quarto d’ora dopo che l’Argentina era finita sotto di due gol e dava l’impressione di essere spacciata.
Un copione molto simile a quello della semifinale con l’odiata Inghilterra, rimontata 2-1 in un secondo tempo epico. L’Albiceleste si è esaltata di nuovo nelle difficoltà e dopo essere passata in svantaggio a inizio ripresa ha iniziato a martellare la difesa inglese, approfittando dell’atteggiamento ultra-conservativo degli uomini di Tuchel. E alla fine il coraggio argentino è stato premiato: prima Enzo Fernandez all’85’ e poi Lautaro Martinez nel recupero – in entrambi i casi su assist di un infinito Messi – hanno affossato i Tre Leoni, tirando fuori l’orgoglio e dando prova di grande carattere e resilienza.
I precedenti e le ultime sulle formazioni
Tra Spagna e Argentina è equilibrio totale anche nei precedenti. Questa sarà la quindicesima volta che le due selezioni si affrontano, ma appena la seconda in un campionato del mondo. L’unico incontro in una rassegna iridata risale al lontano 1966, in Inghilterra, con l’Albiceleste che si impose 2-1 nella gara d’esordio (si trattava della fase a gironi).

Il bilancio è di sei vittorie spagnole, sei vittorie dei sudamericani e due pareggi. Tante le amichevoli: nel 2010 l’ultimo successo della Selección, un roboante 4-1 ai danni della Roja. Nel 2018 però le Furie Rosse hanno vendicato quel pesante KO, prendendosi pure gli interessi nello schiacciante 6-1 andato in scena al Metropolitano di Madrid.
Chiudiamo con le ultime news sulle formazioni. De la Fuente dovrebbe mandare in campo lo stesso undici della semifinale di Dallas: a centrocampo Fabian Ruiz è sempre in vantaggio su Pedri, mentre a destra in difesa Pedro Porro – apparso molto stanco alla fine del match con la Francia – sembra aver recuperato. Soltanto panchina invece per Nico Williams, che il ct utilizzerà come arma a gara in corso. Dall’altro lato, Scaloni alle prese con il solito dubbio in attacco tra Julian Alvarez e Lautaro Martinez: nonostante il centravanti dell’Inter abbia deciso la semifinale con l’Inghilterra, non dovrebbe partire titolare. Gli altri dilemmi riguardano la difesa (ballottaggio Montiel-Molina) e il centrocampo, dove si contendono una maglia De Paul e Paredes.
Come vedere Spagna-Argentina in diretta tv in chiaro e in streaming gratis
La finale del Mondiale 2026 tra Spagna e Argentina è in programma domenica alle 21:00 (ora italiana) al MetLife Stadium di East Rutherford, negli USA, e verrà trasmessa in diretta streaming su DAZN. Sarà possibile assistere all’atto conclusivo della Coppa del Mondo anche sulla Rai, che ha garantito la messa in onda di 35 match del Mondiale in co-esclusiva con DAZN. In questo caso la diretta tv in chiaro si potrà vedere su Rai 1 e in streaming, sempre in forma gratuita, sulla piattaforma RaiPlay. Per vedere la partita su smartphone e tablet bisognerà scaricare l’app, mentre da pc basterà accedere al sito.
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Il pronostico
La sensazione è che sarà una finale molto più equilibrata di quanto suggerisca il percorso della Spagna. La Roja proverà a imporre il proprio calcio fatto di possesso, riaggressione e controllo degli spazi, mentre l’Argentina accetterà probabilmente di difendere più bassa per colpire in transizione e sfruttare la libertà di movimento di Messi. I duelli decisivi andranno probabilmente in scena a centrocampo, dove Rodri, Fabian ed Enzo Fernandez si contenderanno il controllo del ritmo della partita. È difficile immaginare un dominio come quello visto dalla Spagna contro la Francia: Scaloni dispone infatti di una squadra tatticamente più flessibile e capace di adattarsi ai diversi momenti della gara.
Ad ogni modo, la tensione di una finale mondiale unita all’incredibile solidità della difesa spagnola (un solo gol subito in sette sfide) fa immaginare una sfida tatticamente bloccata. La Spagna ha mostrato una completezza di sistema e una tenuta atletica superiore a quella dell’Albiceleste nel corso di tutto il mese nordamericano. Fatichiamo a vedere una sconfitta delle Furie Rosse nei 90 minuti regolamentari: la combo 1X+Under 2.5 protegge un eventuale pareggio tattico blindando la scommessa sotto la soglia dei tre gol totali.
Le probabili formazioni di Spagna-Argentina
SPAGNA (4-2-3-1): Unai Simón; Pedro Porro, Cubarsí, Laporte, Cucurella; Fabian Ruiz, Rodri; Yamal, Dani Olmo, Baena; Oyarzabal.
ARGENTINA (4-1-3-2): Emiliano Martínez; Molina, Romero, Lisandro Martínez, Tagliafico; De Paul; Paredes, Messi, Enzo Fernández; Mac Allister, Julian Álvarez.
POSSIBILE RISULTATO: 1-1

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