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Sinner come Federer: cambia l’era ma non il “tarlo”

Jannik Sinner, il problema è sempre lo stesso e il suo predecessore Roger Federer ne sa qualcosa: incredibile coincidenza.

Da quando, nello scorso mese di gennaio, è atterrato nella terra dei canguri, che gli avrebbe poi cambiato la vita per sempre, Jannik Sinner ha giocato la bellezza di 71 partite. 65 di queste le ha vinte, 6 le ha perse. Un bilancio pazzesco, da numero 1, estremamente rappresentativo della sua continuità, oltre che del suo, ormai conclamatissimo, talento.

Ha accumulato talmente tanti di quei successi, in questo anno straordinario, che, pensate un po’, c’è un divario di ben 4800 punti tra lui e il secondo classificato, ovvero Carlos Alcaraz. E, fatto assai curioso, il fenomeno iberico sembra essere, ora come ora, il solo effettivamente in grado di tenere testa al numero 1 del mondo. Lo dimostra il fatto che in quest’anno, che si sta ormai avviando verso la sua fisiologica ed inevitabile conclusione, abbia vinto tutti e tre i faccia a faccia che li hanno visti protagonisti.

La prima vittoria è arrivata a Indian Wells, la seconda al Roland Garros e la terza, più recente, a Pechino. Segno che il campione di Murcia è davvero, come si pensa, il più acerrimo rivale del talento altoatesino. Proprio come, a suo tempo, un suo connazionale lo era stato per un altro fenomeno che ha fatto sognare ad occhi aperti il mondo del tennis internazionale.

Sinner sulle orme di Federer: il problema è sempre lo stesso

Jannik Sinner sta calcando, in effetti, le orme di Roger Federer. Non solo perché sta macinando titoli su titoli, ma anche perché, proprio come il re svizzero del tennis, anche lui non riesce a risolvere il rebus “spagnolo”.

Con il tramonto dei Big Three avremo anche cambiato epoca, ma il tarlo dei numeri 1 rimane sempre quello: il “nemico” iberico. Se Alcaraz, oggi, è il cubo di Rubik di Jannik, Rafael Nadal è stato, per anni, l’enigma che Federer è riuscito a risolvere solo di tanto in tanto. E le statistiche attuali dell’azzurro ricordano tanto, ironia della sorte, quelle di Roger del 2006.

Un frame circolato sui social ci ha ricordato che Federer, nel 2006, aveva vinto 44 partite su 47 match disputati. E quelle 3 sconfitte – tante quante quelle che Carlos ha rifilato a Jannik quest’anno – erano arrivate proprio per mano di Nadal, che ha chiuso la carriera con una statistica impressionante. Lui e l’amico Roger si sono sfidati per ben 40 volte, in 24 delle quali è stato lo spagnolo ad avere la meglio.

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