Sarri come Mourinho: “Troppo tempo a lamentarsi…”

Sarri ha lasciato la Lazio con le dimissioni, ma c’è qualcosa che lo accomuna a Mourinho, che invece è stato esonerato: entrambi hanno esagerato nel lamentarsi.

L’ex centrocampista di Lazio e Udinese Stefano Fiore ha parlato ai microfoni di TvPlay per giudicare il percorso di Maurizio Sarri alla Lazio e commentare le sue dimissioni. Secondo l’ex Lazio, Sarri ha sbagliato solo nel lamentarsi troppo: proprio come José Mourinho.

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Sarri (LaPresse)

⁠“Non mi aspettavo che la Lazio arrivasse a questo punto dopo la stagione scorsa“, ha svelato Fiore, pur riconoscendo che sarebbe stato difficile ripetersi a quei livelli. “Il percorso di Sarri non era stato malvagio, considerando che era partito un giocatore importante come Milinkovic-Savic… Ma c’è anche da dire che ne sono arrivati anche altri che hanno allargato la rosa”.

Fiore si è detto sorpreso ma non sconvolto dalle dimissioni di Sarri: “Aleggiava un po’ di malumore. Lotito difficilmente manda via l’allenatore, e non solo per un calcolo economico. Non è un mangia-allenatori. Va sottolineato l’aspetto positivo della questione: per una volta un allenatore che ha capito che si è rotto qualcosa non aspetta l’esonero”.

Secondo Fiore, Sarri e Mourinho hanno qualcosa in comune: “A grandi linee si possono mettere sullo stesso piano le loro situazioni, sebbene ci siano sfumature diverse e siano allenatori diversi, sia per palmares che per l’aspetto comportamentale. Roma e Lazio sono squadre in un certo senso isteriche“.

Sarri e Mourinho: “Mai un mea culpa e sempre a lamentarsi

La cosa comune che avvicina Sarri e Mourinho era il lamentarsi: si sfogavano spesso sull’ambiente, sui giocatori e la società, senza mai fare mea culpa. E non può essere sempre colpa del mercato o dei giocatori. Sottolineando i meriti di De Rossi già due domeniche dopo sembrava di vedere un’altra squadra”.

Affinità e divergenze fra Sarri e Mourinho - www.ilveggente.it
Maurizio Sarri (LaPresse)

Fiore ha anche parlato dell’esonero di D’Aversa. “Lo conosco personalmente, so che tipo di ragazzo è: non fa parte di lui quel comportamento che ne ha anche leso l’immagine. Com’era successo anche con Juric, sono segnali di una tensione forte che non si riesce a controllare… Gli allenatori dovrebbero mantenere la lucidità anche nei momenti più delicati. Sono convinto che D’Aversa se potesse tornare indietro si frusterebbe”.

Il problema è anche culturale“, ha concluso l’intervistato, “c’è troppa pressione sugli allenatori e non si può vincere sempre. Guardiamo Klopp, l’anno scorso il Liverpool non ha fatto una buona stagione e infatti è in Europa League, ma quest’anno invece è tornato ad altissimi livelli. Così come anche l’Arsenal di Arteta non era partito benissimo e ora invece gioca un calcio meraviglioso. Certo, parliamo di club che hanno anche una struttura diversa, hanno giocatori… ma si dovrebbe iniziare a considerare che le stagioni possono anche andare male per tanti fattori e accettare più serenamente il risultato sportivo”.

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