Inter, ora testa alla Champions: “Vietato chiudersi contro l’Atletico Madrid”

L’Inter ora crede anche alla Champions e si organizza per uscire indenne contro l’Atletico al Metropolitano: il segreto potrebbe essere non chiudersi.

Sensini, l’ex calciatore argentino che ha vestito le maglie di Parma, Udinese e Lazio, ha parlato ai microfoni di TVPlay, raccontando il suo modo di giocare, la soddisfazione dello Scudetto vinto in maglia biancoceleste e poi dei suoi ricordi in campo con Simone Inzaghi. Per Nestor Sensini l’Inter di Inzaghi ha già chiuso il discorso campionato e ora ha il dovere morale di far bella figura anche in Champions, battendo l’Atletico Madrid in trasferta.

Inzaghi sa che Simeone proverà a ribaltarla al Wanda - www.ilveggente.it
Simone Inzaghi (LaPresse)

⁠Partendo dai gloriosi ricordi, Sensini ha voluto parlare della forza della sua Lazio. “La mia Lazio aveva tutto, esperienza e giovani. Già l’anno prima erano andati vicini a vincere lo Scudetto, poi è toccato a noi. Non è stato facile, anzi, noi eravamo a 5 punti quando mancavano 6 giornate. Però avevamo grandi giocatori e un grandissimo allenatore“.

Per Sensini quello Scudetto ha rappresentato un’esperienza unica: “Abbiamo sofferto di più in quell’attesa della partita della Juve che nella nostra… Io non ero un fuoriclasse come Veron, Nesta o Mancini. Ma mi adattavo a quello che mi chiedeva Eriksson. A lui serviva un giocatore per cambiare modulo di gioco di partita in partita. Avevo una lettura di gioco che mi permetteva di arrivare prima”.

Sul cammino dell’Inter dell’ex compagno di squadra Inzaghi, Sensini ha affermato che i nerazzurri stanno dimostrando forza e carattere. “Simone Inzaghi, da giocatore, era molto inquieto. Come suo fratello, pensava sempre al goal. Già sapevo che Simeone e Mancini sarebbero diventati allenatori… Non pensavo che ce l’avrebbe fatta uno come Sergio Conceicao. Anche Mihajlovic aveva già molta personalità“.

Simone ci teneva molto e ha cominciato molto bene alla Lazio“, ha continuato l’intervistato. “Ora all’Inter non è facile, ma sta andando alla grande. Vincerà probabilmente il campionato, e poi si giocherà il passaggio in Champions: l’Inter ha buone possibilità“.

Appuntamento Champions per l’Inter: “Simone non deve chiudersi contro l’Atletico del Cholo

L’1:0 dell’andate non dà garanzie“, ha continuato Sensini, “il Cholo vorrà fare il possibile per ribaltare il risultato, anche perché sono usciti dalla Coppa del Re. L’Inter non deve chiudersi perché l’Atletico cercherà dal primo secondo di ribaltare la partita”.

Simeone proverà a ribaltarla al Wanda - www.ilveggente.it
Griezmann e Simeone (LaPresse)

Ormai Lautaro è arrivato a un punto di maturità incredibile”, ha poi dichiarato l’intervistato. “Prima lo vedevo molto concentrato sul far goal, anche cercando posizioni non sue. Ora gli viene tutto semplice, gioca per la squadra ed è anche il capitano. Lautaro sembra all’altezza di Crespo e Batistuta“.

Quando Scaloni ha iniziato il capocannoniere era Lautaro, poi al Mondiale non stava bene e Julian Alvarez è stato straordinario. Ha vinto la Copa Libertadores al River, poi è andato al City e sembra come se giochi ancora a casa sua in Argentina. L’allenatore parla sempre molto bene di lui, è giovane, è campione del mondo. Sono sia lui che Lautaro molto forti e l’importante è che ci sia un grande futuro per la nazionale argentina”.

Infine Sensini ha dichiarato che gli farebbe molto piacere poter tornare in Italia da allenatore. Magari in una delle città in cui ha giocato. “Ma se voglio allenare lì devo essere presente e farmi conoscere e far sapere che sono pronto. Non è che ti chiamano in Argentina per dirti di venire in Italia…

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