Serie A a 18 squadre: “L’aumento portò un miglioramento”

Bocciata la proposta di Marotta ridurre la Serie A a un campionato a 18 squadre: si continuerà con il format a 20.

Il conduttore Massimo Caputi è intervenuto ai microfoni di TvPlay per parlare di una possibile riforma della Serie A dopo la bocciatura della proposta di riduzione del campionato a 18 squadre.

Niente Serie A a 18 squadre - www.ilveggente.it
Marotta (LaPresse)

Vedo due aspetti fondamentali in questo momento“, ha esordito Caputi. “Uno è quello tecnico: una Serie A ridotta porterebbe a un maggiore equilibrio tecnico e qualitativo. Perché è indubbio, anche guardando la classifica attuale e quella degli anni passati, che, tolte le ultime tre, tutte le altre sono più vicine alla parte centrale che non alla parte bassa“.

Ridurre le squadre in Serie A, secondo Caputi, porterebbe dunque a un upgrade sotto l’aspetto tecnico, rendendo la Serie A un campionato di maggiore qualità. Ma non solo. “L’anno prossimo aumteranno le partite di Champions League, ci sarà il Mondiale del club del 2025, oltretutto si paventa una Superlega, poi c’è la Supercoppa, la Coppa Italia… e abbiamo visto quanto sia complicato recuperare eventuali partite. Quindi sarebbe meglio avere meno match. Sarebbero quattro in meno, non chissà quante“.

Mi rendo conto che c’è un aspetto economico da considerare: tutte quante le squadre vogliono essere tutelate“, ha continuato l’intervistato. “Io capisco il bisogno di curare l’orticello di ciascuno e gli interessi propri, ma qui non stiamo parlando di un interesse di un singolo, parliamo di interesse collettivo”.

Il momento migliore della Serie A: “Il campionato migliorò quando si passò alle 18 squadre

È vero che era un momento completamente diverso, ma il caso vuole che quando passammo dalle 16 alle 18 squadre, in quell’arco di tempo abbiamo vissuto il momento migliore del calcio italiano“, ha poi considerato Caputi. “Ora non so se e quanto ciò sia coinciso anche con una situazione economica diversa da quella attuale, però è un dato”.

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Beppe Marotta (LaPresse)

Per Caputi il calcio è cambiato è possibile tornare indietro o pensare al passato. “Una discriminazione fondamentale in questi anni e anche profonda l’ha data però la partecipazione alla Champions. Oggi chi conquista la Champions e ci va con costanza ha un vantaggio economico paragonabile alla vittoria di uno Scudetto. Ma sono già due campionati dove c’è una squadra decisamente più forte, poi ce n’è una che gli sta dietro“.

Poi quando ci sono sei o sette squadre che lottano per il quarto posto, questo secondo me è un campanello d’allarme”.

Caputi è poi tornato sullo scandalo del calcioscommesse. “Pur essendo convinto che bisogna combattere il fenomeno della ludopatia, non permettere al sistema calcio di poter usufruire della pubblicità dei siti di scommesse non ha senso. Al calcio dalle agenzie di betting non arriva nemmeno l’1%”.

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