Proroga del Decreto Crescita: “Un’ingiustizia per i calciatori italiani”

Ci sono novità importanti per il Decreto Crescita nel 2024: si va verso la proroga: ma l’AIC si oppone alle agevolazioni prorogate ancora per due mesi in favore del mondo del pallone.

L’AIC si oppone alla proroga sul Decreto Crescita e punta a far saltare tutto. Ne ha parlato Umberto Calcagno, presidente dell’AIC e vicepresidente della FIGC. Calcagno è intervenuto in esclusiva ai microfoni di TVPlay per discutere del piano del Governo Meloni e della risposta dell’associazione italiana calciatori.

Polemica sul Decreto Crescita - www.ilveggente.it
Decreto Crescita: proroga di due mesi per il calcio (LaPresse)

Non mi sento sconfitto personalmente, ma credo sia una cosa ingiusta per il calcio italiano“, ha spiegato Calcagno. “Il Decreto Crescita era già un’ingiustizia dal 2019 a oggi soprattutto per il cittadino. In pratica, chi proveniva dall’estero pagava un’IRPEF diversa. Il Governo l’ha cancellato per quasi tutti i settori economici, lasciandolo solo a determinate categorie. Il fatto che resti nel calcio dove abbiamo anche da preservare la nostra Nazionale è qualcosa di devastante per il nostro sistema”.

Calcagno, tuttavia, non vuole passere per quello che combattere per cancellare le agevolazioni che aiutano il mondo del calcio ad attirare campioni stranieri. “In questo caso si penalizzano gli italiani. Quindi bisogna trovare una modalità differente se vogliamo degli aiuti alla nostra Serie A. Non è una battaglia allo straniero, che anche culturalmente non ci appartiene“.

Secondo l’intervistato si tratta soltanto di far tornare alla pari gli italiani con gli stranieri. “Siamo in un sistema sportivo dove abbiamo tanto talento che poi si disperde negli anni più importanti. Ma anch’io se fossi un presidente utilizzerei questa convenienza fiscale”.

AIC contro la proroga al Decreto Crescita: “Danni ingenti alle categorie inferiori

Quando si parla di questa situazione, bisogna capire che si penalizzano soprattutto le categorie inferiori. E se alla Serie A non interessa nulla, si danneggia tutta la filiera. Non è una questione sindacale. Ma dovrebbe riguardare tutti la volontà di riportare i calciatori italiani allo stesso livello economico e convenienza di quelli stranieri”.

Calcagno contro il Decreto Crescita - www.ilveggente.it
Umberto Calcagno (Ansa)

L’intervistato ha parlato poi anche di Superlega: “Il problema che dovremmo porci è capire che tipo di calcio vogliamo perché questa sarà una scelta che rivoluzionerà i prossimi decenni. Se nascesse la Superlega non ci sarebbe posto per una competizione in più, perché i giocatori giocano troppo e si infortunano sempre più spesso. La mia preoccupazione maggiore è capire se verrà preservato il merito sportivo…

Sulla possibile proroga per più mesi del Decreto Crescita, il presidente dell’AIC dichiara di non possedere notizie privilegiate. “C’è un documento che circola e dice che la proroga durerà fino a fine febbraio 2024. L’importante però è capire che tipo di calcio vogliamo nei prossimi anni, se la vogliamo il 90% di stranieri come minutaggio in campo o se intendiamo preservare un po’ il nostro mondo, la nostra nazionale e in generale tutto il nostro movimento”.

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