Serie A, rivoluzione arbitri: perché rischiano soprattutto i portieri

Serie A, rivoluzione arbitri: domani torna il campionato con diverse novità. Ecco perché rischiano soprattutto i portieri

 

Domani, finalmente, riparte il campionato. E da domani potrebbe esserci una vera e propria rivoluzione per quanto riguarda il mondo arbitrale. Sì, sull’onda di quello che è stato il Mondiale in Qatar, anche in Italia potrebbero esserci delle situazioni simili.

Serie A, rivoluzione arbitri: perché rischiano soprattutto i portieri
Gianluca Rocchi ©️LaPresse

Partiamo dalle perdite di tempo: non saranno più concesse e ci potrebbero essere dei recuperi extralarge. L’obiettivo principale però non è questo, ma è quello di far giocare il più possibile a pallone nell’arco dei novanta minuti. Queste sono le indicazioni che il designatore Rocchi ha dato ieri nella prima riunione del 2023 a Roma ai direttori di gara. Anche perché, è stato calcolato, per battere una punizione si perdono da un minuto a quasi tre minuti. Insomma, troppi, esagerati. E verranno messe in evidenza anche quelle che sono tutte le altre perdite di tempo. Soprattutto i portieri, i maggiori furbetti, che si beccano sempre quel cartellino giallo nei minuti finali di una partita quando per rimettere in gioco dal fondo prima prendono un caffè, poi si accendono una sigaretta, e poi col loro tempo, calciano il pallone. Bene, i numeri 1, saranno quelli sotto la lente d’ingrandimento.

Serie A, ecco la rivoluzione

Una rivoluzione vera e propria che come detto abbiamo visto al Mondiale con recuperi anche di 14 minuti che hanno ovviamente cambiato anche il corso di una partita. Prima o poi si potrebbe anche arrivare al tempo effettivo di gioco, ma per ora i passi in avanti sono questi.

Serie A, rivoluzione arbitri: perché rischiano soprattutto i portieri
©️LaPresse

Serve personalità da parte degli arbitri, questo ha detto Rocchi, che ha messo nel mirino anche quelle che sono le valutazioni del Var: di solito, per vedere le immagine e poi prendere una decisione, si perdono in media quattro minuti di partita. Anche in questo caso sono troppi e non verranno più accettati. Serve snellire e anche gli arbitri si devono adeguare a queste direttive. Non solo far rispettare le regole, ma sono i primi, loro, che li devono rispettare. Anche perché non bisogna allungare il “brodo”, l’obiettivo non è questo. E non si possono di conseguenza far durare le partite un’eternità. Ma quali sono quelle che sono durate di più in questa prima parte di campionato? Juve-Salernitana 105’54”; Bologna-Fiorentina 103’19”; Empoli-Fiorentina 102’56”; Spezia-Bologna 102’56”; Fiorentina-Cremonese 101’49”. Troppi.

Infine, un occhio particolare anche ai calci di rigore: il tocco minino non sarà più preso in considerazione. Si chiama massima punizione e tale deve essere.