Serie A, sanzioni per i club indebitati: l’annuncio di Abodi

Serie A, il ministro dello Sport Abodi ha parlato della situazione debiti e delle possibili sanzioni per i club: ecco l’annuncio

Quello che è successo all’interno della Juventus non era immaginabile: nessuno, infatti, si aspettava che potessero arrivare le dimissioni del presidente Agnelli e dell’intero consiglio d’amministrazione. Eppure l’inchiesta della Procura di Torino ha portato a questo terremoto dentro la società torinese. Un terremoto che per il momento non ha fatto danni a nessun altro club, ma che potrebbe anche coinvolgere quelle società che in qualche modo sono state interessate. Insomma, ancora è tutto da scrivere.

Serie A, sanzioni per i club indebitati: l'annuncio di Abodi
Il ministro Abodi ©️LaPresse

Quello che comunque interessa maggiormente, che è stato il tema degli ultimi giorni, è il decreto Salva Calcio, chiamato così, perché aiuterebbe le società che al momento hanno dei debiti a spalmare i pagamenti in più anni, principalmente, e in alcuni casi anche avere degli aiuti da parte dello Stato. In tal senso, intervistato dal Corriere della Sera, ha parlato il ministro dello Sport Andrea Abodi, che ha spiegato di aver espresso “parere negativo all’emendamento proposto perché ritengo che il mondo dello sport non possa avere una forma di tutela esclusiva”. Poi ha fatto chiarezza sulla questione sanzioni.

Serie A, le parole di Abodi

Serie A, sanzioni per i club indebitati: l'annuncio di Abodi
L’ex presidente della Juventus Agnelli ©️LaPresse

Nessuna tutela esclusiva per il calcio italiano e per la Serie A in particolare, ma nemmeno delle sanzioni. Più una sorta di mediazione quella proposta dal ministro dello Sport, che ha continuato spiegando: “Si sta valutando con il ministero dell’Economia di consentire ai club che chiederanno la dilazione di debiti fiscali accumulati negli anni di crisi di pagare entro il 16 febbraio la prima quota del rateizzato oltre alla scadenza ordinaria. Basta una circolare interna. Questo potrebbe evitare di incorrere in sanzioni sportive”

Insomma, non una chiusura totale, ma nemmeno un’apertura che molti, all’interno della Serie A, forse si aspettavano. “Riguardo al calcio, penso ci sia bisogno di un piano industriale, ecco perché dico a Casini, a Gravina, ai consiglieri di Lega e a quelli federali di sederci attorno a un tavolo” ha concluso il ministro.