Djokovic, una sconfitta che lascia il segno: il tennista finisce a terra | VIDEO

Djokovic, il punto vincente del suo avversario è stato davvero strabiliante: ecco come ha reagito il campione a questa brutta sconfitta.

Sono veramente pochi i tennisti, giovani o esperti che siano, che possono fregiarsi di aver sconfitto colui il quale è rimasto a lungo seduto sul trono del numero 1. Novak Djokovic è senza ombra di dubbio uno degli avversari più temibili ed ostici che un atleta possa trovarsi davanti.

Djokovic, una sconfitta che lascia il segno: il tennista finisce a terra | VIDEO
©️LaPresse

Nole sa il fatto suo e a Parigi-Bercy lo sta dimostrando ancora una volta. Sebbene durante questa stagione sia stato costretto a rimanere fermo svariate volte – l’accesso ad alcuni tornei non gli è stato permesso perché non è vaccinato contro il Covidnon è apparso minimamente arrugginito o giù di giri.

Al primo turno del Masters 1000 d’Oltralpe ha battuto Maxime Cressy in due set, senza indugiare e senza tradire neanche per un istante la lunga assenza dal campo. Un campione è pur sempre un campione e poco importa, a quanto pare, che gli ultimi avvenimenti lo abbiano allontanato dalla vetta del ranking Atp.

Djokovic, non c’è stata storia: il punto della vittoria e la reazione

Nelle scorse ore ha però subito, suo malgrado, una sconfitta destinata a lasciare il segno. Perché Nole sul campo da tennis sarà pure imbattibile, o quasi, ma c’è un insospettabile che è riuscito a metterlo al tappeto e a fargli mangiare la polvere come mai nessuno prima d’ora.

A rivelarci cosa è accaduto dietro le quinte di Parigi-Bercy è un video, a dir poco esilarante, che è circolato sui social network. Un filmato nel quale vediamo Djokovic alle prese con una racchetta, ma non con la solita, bensì con un modello da ping pong.

E la cosa più divertente è che a battere il tennista serbo, udite udite, è stato nientepopodimeno che da un raccattapalle, un ball boy del Masters 1000. Dopo il punto che gli è valso la sconfitta, Djokovic si è buttato a terra sotto lo sguardo divertito dei testimoni presenti negli spogliatoi, Andy Murray incluso. E sotto quello, inevitabilmente orgoglioso, del ragazzino che potrà vantarsi, ora, di aver fatto “a pezzi” un campione.