Sinner, non c’è verso: proprio non si prendono

Sinner, quello che è accaduto ieri ne è l’ennesima dimostrazione: non riesce proprio a farci pace e ad andarci d’accordo.

Quando gli era stato chiesto un commento a caldo su quello che è stato uno dei match più epici che abbia mai giocato, Jannik Sinner lo aveva detto subito. Lo sapeva bene che quella sconfitta, al quinto set dei quarti di finale dello Us Open, gli avrebbe fatto male per un bel po’ di tempo.

Sinner
©️LaPresse

Non si sbagliava. Ancora oggi sembra non avere del tutto smaltito la delusione derivante dalla consapevolezza di aver consegnato a Carlos Alcaraz le “chiavi” dell’Olimpo del tennis e la vittoria dello Slam a stelle e strisce. E lo ha ribadito anche in conferenza stampa ieri sera, se mai vi fosse bisogno di ulteriori conferme.

“Sono venuto qui per dimenticare la partita contro Alcaraz” ha sentenziato a margine della Coppa Davis l’altoatesino, che non riesce ancora, evidentemente, a farsene una ragione. A mandar giù l’idea di aver sprecato quel famigerato match point che avrebbe potuto cambiare le sorti della storia.

Sinner e i match point: un amore che non decolla

Sinner
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Ecco, i match point. Sembra proprio che Sinner non ci vada troppo d’accordo. Non aver fatto quel punto, nella gara contro l’iberico, gli ha portato via la possibilità di raggiungere la semifinale dello Us Open, ma non è stato il solo caso in cui il rosso di San Candido ha stentato a “concretizzare”.

Anche ieri, quando era in campo contro Francisco Cerundolo, ha dovuto sudare innumerevoli camicie, per consegnare alla Nazionale azzurra un secondo, preziosissimo, punto contro l’Argentina. Lo dimostra il fatto che gli siano serviti ben sei match point, venti punti e l’annullamento di due palle break, prima di imporsi definitivamente sul suo avversario.

Non c’è verso, insomma: Sinner e i match point proprio non si prendono. Il che non macchia in alcun modo, tuttavia, la sua prestazione eccellente di ieri all’Unipol Arena di Bologna. “Ho fatto un passo in avanti – questa la sua analisi – non ho giocato benissimo ma ho provato a restare sempre in partita in qualche modo”. “Sono venuto a Bologna – ha poi aggiunto – per ripartire subito e cercare di migliorare da questa settimana”. E la missione può dirsi, per il momento, ampiamente compiuta.