Sinner, ma che male fa: quel messaggio nel cuore della notte

Sinner, il contenuto del messaggio che ha viaggiato nel cuore della notte ha lasciato i suoi sostenitori, e non solo, di stucco.

Simone Vagnozzi è rientrato da New York con una valigia talmente carica di soddisfazioni che la compagnia aerea gli avrà pure chiesto il sovrapprezzo per il peso in eccesso. Al suo pupillo non rimprovera nulla. Ne è, anzi, orgoglioso come non mai. E ne ha ben donde, aggiungeremmo.

Sinner
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Lui la sconfitta contro Carlos Alcaraz l’ha presa nel modo giusto. Jannik Sinner, invece, sembrerebbe non avere ancora smaltito la delusione. “Presto si renderà conto – ha detto il suo coach a tal proposito al Corriere della Sera, in riferimento al suo allievo prediletto – di aver giocato con Alcaraz un match straordinario”.

La Coppa Davis è arrivata al momento giusto e potrebbe essere provvidenziale, per il suo umore. Il calore del pubblico azzurro è quello che gli ci vuole per risollevarsi il morale e per capire che, indipendentemente da come siano andate le cose contro il nuovo numero 1 del mondo, l’Italia lo ama senza se e senza ma.

È sempre il “solito” Sinner

Sinner
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E lo amerà ancor di più una volta che avrà scoperto ciò che il tennista altoatesino ha detto al suo coach una volta metabolizzato di aver sprecato il più prezioso dei match point che abbia mai avuto a disposizione. Una volta compreso di essere stato a tanto così dal cambiare il corso degli eventi e l’evoluzione del ranking Atp.

“La notte che siamo tornati dall’America – ha raccontato Vagnozzi, che è al fianco di Sinner anche a Bologna, in questi giorni . Jannik mi ha scritto: non vedo l’ora di tornare in campo e continuare a migliorarci“. Il “solito” – e ammirevole – stakanovista. Un atleta come pochi.

“Le emozioni le vive – ha rivelato ancora l’allenatore al Corsera – ma è molto bravo a non darlo a vedere. È un caldo a cui le sfide non tolgono il sonno, a cui non piace perdere nemmeno a una specie di scala 40 francese a cui giochiamo la sera a carte mentre scegliamo insieme un buon ristorante”. Figurarsi, allora, quanto gli possa essere piaciuto perdere contro l’uragano spagnolo benché avesse il match già in tasca.