Berrettini, l’obiettivo non perdona: beccato in flagrante

Berrettini l’ha fatto davvero. L’obiettivo lo ha beccato nel momento clou: la fotografia non lascia spazio ad interpretazioni.

Questa Coppa Davis non poteva davvero arrivare in un momento migliore. L’atmosfera e l’energia dell’Unipol Arena di Bologna erano proprio quel che ci voleva per tirare su il morale ai nostri eroi azzurri. Che infatti, come per magia, sembrano avere ritrovato il sorriso dopo una settimana di tormenti.

Berrettini
©️LaPresse

Chi certamente sorride a trentadue denti è Matteo Berrettini, che parrebbe aver ritrovato se stesso dopo una trasferta non proprio soddisfacente al di là dell’Oceano. A New York era riuscito ad avanzare fino ai quarti di finale, ma non mentiremmo se dicessimo che non ha giocato il suo miglior tennis.

Ora che ha fatto ritorno in Italia si è invece come risvegliato. Sia nella partita contro Borna Coric che in quella, di ieri, contro Sebastian Baez, ha messo in mostra tutti i suoi colpi più belli. Li ha sfoderati così, uno dopo l’altro, impedendo al suo avversario di intercettarli e di trovare il bandolo della matassa.

Berrettini, il gesto è già virale

Berrettini
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Dopo aver consegnato il primo punto alla Nazionale azzurra, nel faccia a faccia contro l’Argentina, si è accomodato in panchina e ha dato inizio ad un altro show. Emozionante, se vogliamo, tanto quanto quello che si era appena concluso sul cemento della gremitissima arena bolognese.

Ha tifato per il suo amico Jannik Sinner con l’abnegazione e l’entusiasmo che si riserva solo ai propri idoli. Ha urlato, lo ha incitato, lo ha applaudito senza mai stancarsi. Fino a che l’obiettivo dei fotografi e dei cameramen non lo hanno beccato in flagranza di “reato”.

L’immagine che potete ammirare sopra, già diventata virale sui social, non dovrebbe avere bisogno di ulteriori spiegazioni. Sembra chiarissimo, infatti, cosa Berrettini stesse dicendo al rosso di San Candido: lo stava invitando, mettiamola così, a “battere” Cerundolo senza alcun indugio. Senza pietà, ecco. E tutto si può dire, col senno di poi, tranne che Jannik non abbia fatto tesoro del prezioso consiglio.