Sinner, niente doppio ma si sdoppia: tifosi increduli per il sosia a Bologna

Sinner, l’incredibile sdoppiamento del tennista altoatesino ha sconvolto il pubblico bolognese: è da non credere.

Buona la prima. Anzi, buonissima. La Nazionale azzurra di tennis ha rifilato tre sonorissimi ceffoni alla compagine croata, che non è riuscita a portare a casa neanche uno dei tre match che hanno animato l’Unipol Arena di Bologna nel pomeriggio di ieri. Una partenza a dir poco pirotecnica, insomma.

Sinner
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I tifosi non avrebbero potuto chiedere di meglio. Forse solo la presenza di Jannik Sinner in campo, ad onor del vero, avrebbe potuto rendere il primo atto di questa Coppa Davis tutta italiana ancor più appassionante. Ma capitan Volandri, come noto, ha preferito farlo riposare un altro po’ dopo l’immensa faticata che ha fatto oltreoceano. Niente singolare e niente doppio con Berrettini, almeno per il momento.

Era in panchina, col cappellino d’ordinanza, ma non è stata la stessa cosa. E un attimo dopo era anche tra gli spalti. No, aspettate: qualcosa non quadra. Com’è possibile che un minuto prima fosse seduto accanto a Musetti, Fognini e Bolelli, mentre il romano prendeva a pallate Coric, e un istante dopo fosse in tribuna in mezzo al pubblico?

Sinner, l’incredibile sdoppiamento a Bologna

All’Unipol Arena di Bologna ne sono successe di tutti i colori e questa ne è la prova lampante. L’incredibile “sdoppiamento” di Sinner è tra le cose più sensazionali che sono accadute in questo magico pomeriggio di metà settembre e parlarne sui social era il minimo che si potesse fare.

Non è passata inosservata la presenza, sugli spalti, di un tifoso italiano che era tale e quale al tennista altoatesino che è tra i convocati da Volandri in Coppa Davis. Stessa zazzera, il berretto inconfondibile, la polo azzurra e, dulcis in fundo, perfino gli occhiali da vista con le lenti tonde che Jannik indossa di tanto in tanto.

Più che simile a lui sembrava proprio lui. E non è un caso che gli utenti di Twitter si siano sbizzarriti, fotografando il piccolo schermo ogni volta che il cameraman, per ovvie ragioni, indugiava sul curioso spettatore così incredibilmente somigliante al numero 1 d’Italia. Un gemello del quale ignora forse l’esistenza?