Berrettini e quella “chiave” di colore blu: guai a trasgredire

Berrettini, i tifosi non hanno potuto fare a meno di notarlo. Non è una coincidenza: c’è molto altro dietro questo strano comportamento.

Mira e rimira l’incordatura della sua racchetta. Poi ne osserva il manico, come fosse in cerca di fantomatiche imperfezioni. Infine soffia sulle dita, un rito irrinunciabile che non manca mai nell’ampio repertorio di gesti scaramantici del campione italiano Matteo Berrettini. Perché gli scongiuri, si sa, sono una componente imprescindibile nel gioco del tennis.

Berrettini
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E ne sa qualcosa Rafael Nadal, che in fatto di protocollo anti-malocchio non ha davvero rivali: è il re assoluto dei tic. Ma il numero 2 d’Italia non è il solo in famiglia a credere nell’importanza dei riti scaramantici prima, durante e dopo le partite che lo vedono impegnato.

Non sarà certamente sfuggito, agli spettatori più attenti, che nel box di Berrettini c’è qualcuno che si attiene in maniera rigidissima ad un’etichetta a noi sconosciuta ma che, sicuramente, sarà stata concordata a casa, a Roma. Le persone di cui parliamo sono papà Luca e mamma Claudia, che seguono sempre Matteo, ma anche Jacopo che come lui gioca a tennis, nelle loro avventure sportive.

Berrettini e l’importanza del blu

Berrettini
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I suoi genitori in questo momento sono con lui a New York: finora non hanno saltato un appuntamento ed è per questo motivo che non abbiamo potuto fare a meno di notare una piccola ma significativa coincidenza che ha inevitabilmente attirato la nostra attenzione. La mamma e il papà di Berrettini, per qualche ragione a noi non nota, indossano sempre gli stessi abiti.

Nel caso di lei si tratta di un top dalle spalline sottili in una splendida gradazione di blu; nel caso del papà cambia il modello, per ovvie ragioni, ma non il colore. Anche lui sfoggia sempre una t-shirt di colore blu, perfettamente abbinata a quella della sua dolce consorte. Sembra evidente, stando così le cose, che sia la scaramanzia a dettare il dress code dei coniugi Berrettini.

Magari avranno indossato quegli abiti a Wimbledon, quando il loro primogenito arrivò in finale diventando l’orgoglio non solo della famiglia, ma del Paese intero. E chissà allora che quel blu non possa essere di buon auspicio anche per questi quarti di finale: che sia stato “lui” la chiave del successo e dei traguardi finora tagliati da Matteo?