Fognini, siamo alle solite: una storia ormai “maggiorenne”

Fognini, è successo ancora una volta e ormai non c’è più da stupirsi: sembra essere davvero una storia senza fine.

Con Matteo Berrettini e Jannik Sinner il sorteggio è stato abbastanza benevolo. Non sarà una passeggiata di salute, per così dire, ma gli ossi duri per loro arriveranno nelle fasi finali dello Us Open. Un discorso a parte va fatto per Fabio Fognini, per il quale la ruota è girata bene ma solo fino ad un certo punto.

Fognini
©️LaPresse

Al primo turno scenderà in campo contro il russo Aslan Karatsev, che nel 2021 ha fatto molto bene ma che in questa stagione, invece, non sta rendendo come potrebbe. E questo ci fa ben sperare in ottica azzurra, perché significa che il ligure ha buone chance di batterlo e di avanzare di una casella.

Peccato solo che già al secondo turno dello Slam americano si imbatterà contro uno degli avversari più tosti che ci siano in giro: Rafael Nadal. Non si può dire che Fognini non lo conosca, anzi. Basti dire che dal 2013 in poi si sono incontrati, udite udite, la bellezza di 17 volte. Una rivalità, la loro, che sta dunque per compiere la maggiore età, se così si può dire.

Fognini, rieccolo: una rivalità senza fine

Fognini
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I precedenti, ahinoi, non sorridono all’italiano. Tutt’altro. Lo spagnolo lo ha battuto per ben 13 volte, ma è anche vero che quello che si presenterà a Flushing Meadows non sarà il solito Nadal. E non solo per gli acciacchi fisici, ma perché la sua testa, probabilmente, sarà altrove.

La moglie, incinta, sta avendo una gravidanza problematica ed è possibile che debba sottoporsi proprio in queste ore ad un piccolo intervento chirurgico. Rafa potrebbe perciò non essere concentratissimo e Fognini potrebbe, di conseguenza, trarne vantaggio. Fermo restando che conosce benissimo il valore del suo avversario e che mai e poi mai si sognerebbe di sottovalutarlo.

“Lui non molla – aveva detto il ligure qualche tempo fa alla Gazzetta dello sport – Rafa non devi solo batterlo, devi proprio abbatterlo. Lui ti consuma, fisicamente e mentalmente, io sono orgoglioso di averlo battuto a Montecarlo. Solo Djokovic, o Federer sono riusciti a fermare la sua furia agonistica”.