Camila Giorgi, niente da fare: le ha voltato le spalle

Camila Giorgi, di male in peggio: quello che è successo ha complicato ulteriormente la sua già precaria situazione.

A Jasmine Paolini è andata decisamente peggio, ma non si può certo dire che Camila Giorgi possa dormire su sette cuscini. La prestazione newyorkese era fondamentale per recuperare terreno e posizioni, ma si può dire che la dea bendata le abbia voltato le spalle nel momento decisivo: durante il sorteggio del tabellone principale.

Camila Giorgi
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Alla sua collega è toccata al primo turno la numero uno del mondo, Iga Swiatek, ma anche il percorso della marchigiana sarà tutto in salita e irto di ostacoli. Sarà molto difficile evitarli, ma se c’è qualcosa che la tennista di Macerata ci ha insegnato è che quando si parla di lei tutto è possibile e nulla è impossibile.

Al primo turno incontrerà l’ungherese Anna Bondár, che nel ranking Wta la precede di 12 posizioni: lei è 56esima, mentre l’azzurra è precipitata, per via degli ultimi eventi, al 68esimo posto della classifica mondiale femminile. La gara in programma la prossima settimana ci permetterà di scoprire se le prestazioni delle due ragazze rispecchino o meno i rispettivi posizionamenti.

Camila Giorgi, uno Us Open tutto in salita

Camila Giorgi
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Nel caso in cui dovesse avere la meglio sulla sua avversaria magiara, per Camila Giorgi ci sarebbe poi l’americana Madison Keys, testa di serie numero 20 dell’ultimo ed attesissimo Slam stagionale. Già solo arrivare fin qui non sarà facile, ma nel caso in cui dovesse andare avanti le cose si complicherebbero ulteriormente.

Il terzo turno potrebbe riservare all’azzurra l’ostica Coco Gauff. A meno che, s’intende, l’altrettanto pericolosa Daria Saville non riesca ad avere la meglio e non attenda al varco l’ex numero 1 d’Italia. In un ipotetico ottavo di finale, assisteremmo ad un incrocio molto interessante: quello con la romena Simona Halep.

E se la Giorgi dovesse andare ancora avanti, ai quarti incontrerebbe Maria Sakkari. Un percorso lungo e tortuoso, dunque, e giacché sognare non costa nulla allora tanto vale tenere le dita incrociate e crederci fino alla fine.