Berrettini, la verità viene sempre a galla: ora si spiega tutto

Berrettini, la verità è venuta fuori proprio ad un passo dagli Us Open: questo spiega tutto quello che è accaduto.

È la storia più vecchia del mondo: quando un campione vince ancora una volta non fa notizia, mentre quando rimedia due sconfitte consecutive al primo turno si è subito pronti a puntargli il dito contro e a metterlo alla gogna. E Matteo Berrettini non è né il primo e né l’ultimo ad esserci “cascato”.

Berrettini
©️Ansafoto

Fortuna che la sua specialità, oltre ad un servizio atomico, è mettersi tutto alle spalle. Dimenticare le disavventure e i brutti tiri giocati dal destino e guardare avanti, sempre e comunque. Davanti a sé adesso ha un’occasione irripetibile: confermare ancora una volta di essere un animale da Slam.

Ed è proprio alla vigilia dell’importantissimo appuntamento newyorkese che il suo allenatore, Vincenzo Santopadre, ha voluto confessare qualcosa di assolutamente inaspettato. Qualcosa che giustifica tutto quello che è accaduto nelle ultime settimane al di là dell’Oceano.

Berrettini, ecco perché era così sottotono

Berrettini
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Nel commentare con Tennis Fever le sconfitte in Canada e nell’Ohio, il coach di Berrettini ha detto quanto segue: “A Montreal – ha affermato l’ex tennista – era sottotono sia dal punto di vista fisico che mentale. Aveva delle problematiche, che però ha prontamente risolto. Penso che in Canada sia stata una delle poche partite in cui non si è visto il Matteo che conosciamo”.

Non è dato sapere di quali problematiche si sia trattato, ma è comunque una “consolazione” sapere che non sia dipeso solo ed esclusivamente da lui e dal suo approccio al match. Che qualcosa non andava. E giacché il bicchiere di Matteo è sempre mezzo pieno, poco male che sia andata così: ha avuto più tempo per prepararsi in vista di New York.

“Abbiamo approfittato per fare una preparazione un pochino più lunga rispetto alle altre volte. Matteo sta bene fisicamente – ha aggiunto infine Santopadre – e dunque stiamo cercando di mettere dentro un po’ di mole di lavoro. Senza disdegnare la qualità, ci stiamo concentrando sulla quantità, un qualcosa che difficilmente siamo riusciti a fare durante l’anno, visto il calendario fitto e i problemi che si sono susseguiti negli ultimi mesi”.