Sinner, tu chiamala se vuoi vendetta: mai come Alcaraz

Sinner, la vendetta è un piatto che va servito freddo: la delusione che brucia ancora e quella dichiarazione inaspettata.

Se n’è stato lì per settimane intere, in attesa che Jannik Sinner lo chiamasse. Il suo telefono alla fine non ha mai squillato, ma non è neanche questo il problema principale. Quanto, piuttosto, il fatto che l’altoatesino abbia preferito assoldare un altro campione del passato e snobbare lui.

Sinner
©️LaPresse

A John McEnroe sarebbe piaciuto tantissimo fare da super coach a quello che oggi, complice il destino avverso a Matteo Berrettini, è diventato il nuovo numero 1 d’Italia. Peccato solo che il giovanissimo talento di Sesto Pusteria abbia deciso però di affidarsi alle mani sapienti dell’altrettanto esperto Darren Cahill.

Una storia d’amore che a dispetto dei rumors non è mai decollata, dunque, sebbene le voci circa una loro possibile ed imminente collaborazione si fossero fatti particolarmente insistenti. E all’americano non è rimasto altro da fare che accettare la decisione del ragazzo e farsene una ragione.

Crede in Sinner… ma non troppo

Sinner
John McEnroe ©️LaPresse

Ma McEnroe sembra non avere ancora smaltito la delusione. Quel sentimento di rabbia che ti pervade quando ti senti rifiutato. Tant’è che, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha prima usato parole gentili nei confronti di Sinner, per poi sferrare un vero e proprio attacco che ha il sapore della vendetta.

«Sinner? Lo vedo vincere un paio di Grandi Slam. Basta guardare il curriculum di Cahill, che è stato al fianco di Hewitt, Agassi e Halep quando erano numeri uno. Sono sicuro che questo farà sì che creda di più nelle sue possibilità». Nulla di strano fin qui. Anzi, l’allenatore ed ex tennista è stato coerente con quanto ha sempre affermato a proposito dell’italiano che ha recentemente vinto ad Umago.

La riflessione che è venuta dopo, tuttavia, contiene tra le righe una legnata bella e buona: «È chiaro che nessuno dei giovani giocatori di oggi si avvicinerà a quello che abbiamo visto da giocatori come Nadal, Federer e Djokovic, che sono vere e proprie leggende. Quasi tutti i nuovi ragazzi giocano allo stesso modo, con uno schema di tennis veloce, anche se Alcaraz ha qualcosa di diverso. Penso che la tendenza del tour maschile sarà come quella del Wta, con molti giocatori che vincono». Una preferenza netta per l’iberico che pone dunque Jannik, automaticamente, su un gradino più basso.