Sinner, la notte non aspetta: l’insonnia gioca brutti scherzi

Sinner spreca due match point e manda Auger-Aliassime ai quarti di Cincinnati: nella notte italiana è successo di tutto.

Nella notte italiana sono successe tante cose. Il nome di Jannik Sinner non compare più, tanto per cominciare, nel tabellone principale del Masters 1000 di Cincinnati. Il tennista altoatesino è stato eliminato mentre il pubblico nostrano, aficionados a parte, se la ronfava nella convinzione che potesse farcela.

Sinner
©️Ansafoto

Invece no. Felix Auger-Aliassime lo ha domato così come aveva già fatto a maggio a Madrid, con la sola differenza – che non è certo di poco conto – è che stavolta l’azzurro non gli ha reso le cose troppo facili, com’era stato in primavera. Anzi, è stato a tanto così dallo sbatterlo fuori dal Western & Southern Open.

È questo a rendere ancor più amara la sconfitta di Sinner: il fatto che abbia sprecato non uno, ma ben due match point, permettendo al suo avversario di rientrare in partita e di spuntarla contro ogni aspettativa. Perché dopo due set da leoni, non ci si poteva aspettare che abdicasse proprio al fotofinish.

Sinner, alla gogna non si sfugge

Sinner
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“È una sconfitta dura da digerire anche se nel complesso penso sia stata una buona partita – ha dichiarato Jannik, come riferisce Ubitennis – ho avuto due match point ma non sono riuscito a chiuderla. Nel tie break ha giocato bene lui così come all’inizio del terzo set. Ho avuto le mie occasioni per rientrare ma oggi purtroppo non è andata”.

E la gogna social, come spesso accade in questi casi, non si è fatta attendere. L’italiano di buon mattino era doppiamente in trend: #Sinner e #Jannik sono stati per ore i due hashtag più utilizzati dagli utenti di Twitter, nella maggior parte dei casi per alimentare le solite e sterili polemiche post-sconfitta.

Esattamente come è capitato a Matteo Berrettini nei giorni scorsi, anche l’altoatesino è ora sotto accusa. “Sopravvalutato”, “Incapace di andare oltre ai quarti”, “Destinato ad essere surclassato da Alcaraz per i prossimi 10 anni” sono solo alcune delle critiche mosse al numero 1 d’Italia. Perché se salire sul carro dei vincitori è facile, l’amaro boccone dell’eliminazione è indigesto per molti.